07 dicembre 2020

Intervista a VanEck

VanEck evidenzia l'aumentato interesse per la propria strategia dedicata alle obbligazioni fallen angel, ma anche per gli Etf su Gaming/eSports e sull'oro

Il 2020, per effetto della pandemia, è già un anno record per i volumi raggiunti dai titoli obbligazionari fallen angel che, nell’attuale contesto, stanno offrendo numerose opportunità. Non a caso, Salvatore Catalano, Responsabile per l’Italia di VanEck, evidenzia un incremento dell’interesse nei confronti delle strategie focalizzate sui fallen angel, incluso l’Etf della casa. Ma a risultare favoriti in questi mesi sono stati anche, per motivi differenti, il VanEck Vectors Video Gaming and eSports Ucits Etf e il VanEck Vectors Gold Miners Ucits Etf.

La pandemia di Covid19 ha avuto un impatto significativo sui mercati e, nell’ambito obbligazionario, ha portato anche a un aumento dei titoli fallen angel. Avete dei numeri sulle dimensioni di tale settore?
Il 2020 è già, a questo punto, un anno record per quanto riguarda i volumi raggiunti dall’universo dei fallen angel. Tra i principali downgrade dal segmento investment grade figurano nomi di spicco come Ford, Kraft Heinz, Occidental Petroleum e Petroleos Mexicanos. É abbastanza chiaro che la maggior parte dei down-grade fino ad oggi si concentri all’interno dal settore energetico, seguito poi da quello automobilistico.

Cosa rende speciali e ricchi di opportunità oggi i titoli fallen angel?
Quello di oggi è un contesto interessante per i fallen angel. Il 2020 è stato un anno degno di nota, poiché abbiamo visto il più alto volume di fallen angel mai registrato. I nuovi fallen angel solo negli Stati Uniti hanno già raggiunto i 140 miliardi di dollari e si prevede che raggiungeranno i 250/300 miliardi. Storicamente, un elevato volume di fallen angel ha condotto a una sovraperformance rispetto al più ampio segmento high yield, che sta già cominciando a mostrare come siano i nuovi fallen angel i principali motori di rendimento. Rispetto all’high yield globale, i fallen angel offrono ancora un vantaggio netto, vale a dire una qualità del credito relativo più elevata, che in passato ha svolto un ruolo da cuscinetto.
Un secondo aspetto da sottolineare è quello che riguarda l’approccio di investimento contrarian utilizzato dalle strategie legate ai fallen angel per ottenere una sovraperformance. I fallen angel sono obbligazioni emesse in un primo momento con un rating investment grade, ma che nel frattempo sono state declassate. Prima del declassamento, l’insieme di investitori che potevano avere in portafoglio queste obbligazioni era più ampia (ad esempio Fondi pensione, Compagnie di assicurazione). Al momento del downgrade, quello che accade è una modifica nell’ambito della struttura proprietaria delle obbligazioni, modifica questa da cui un investitore dedicato al mercato dei fallen angel può potenzialmente trarre vantaggio. Dal momento che gli investitori originali non possono più detenere in portafoglio un titolo di debito con rating inferiore all’investment grade e sono, di conseguenza, costretti a vendere le proprie posizioni, il prezzo si muove al di sotto del suo stesso fair value e può essere acquistato dalle strategie di investimento focalizzate sui fallen angel a questi prezzi, tipici di una condizione di ipervenduto. Tutto ciò è particolarmente vero nell’attuale contesto, laddove la liquidità rappresenta la chiave e i declassamenti sono stati tanti, toccando un volume record da inizio anno.

Quali differenze state notando oggi tra i mercati dei fallen angel europeo e americano?
La risposta della Fed alla situazione attuale si è posta l’obiettivo di inserire i fallen angel all’interno del proprio programma di acquisto portando, con questo approccio ampio, a un sollievo generalizzato. Leggermente diversa la reazione della Bce, anche a causa di un differente livello generale dei tassi di interesse. La Bce non ha incluso i fallen angel all’interno del proprio programma di acquisti, ma il contesto generale di tassi d’interesse più bassi costringe gli investitori europei a guardarsi intorno e a continuare la loro caccia al rendimento già in corso prima della pandemia, che potrebbe includere anche i fallen angel. Più in generale, la pandemia non sembra conoscere limiti di natura geografica e, di conseguenza, il suo impatto sarà evidente sugli emittenti di tutto il mondo. Tuttavia, per gli investitori è utile prendere in considerazione i tassi di default su base geografica, che potrebbero aumentare in modo significativo per ragioni legate alla pandemia e portare a tassi di default elevati. Anche le differenze settoriali potrebbero giocare il proprio ruolo nella scelta di un adeguato investimento focalizzato sul segmento dei fallen angel.

Quali caratteristiche presenta il vostro Etf dedicato ai fallen angel?
Il nostro Etf dedicato ai fallen angel replica l’indice globale ICE Global Fallen Angel High Yield 10% Constrained che include al suo interno i fallen angel globali (compresi gli emittenti dei mercati emergenti, che rappresenta una fattispecie unica all’interno del panorama europeo dell’industria degli Etf) emessi in dollari, euro, sterline e dollari canadesi. Per poter essere incluse nell’indice, le obbligazioni devono avere un importo minimo in circolazione di 250 milioni di dollari, 250 milioni di euro, 100 milioni di sterline inglesi o 100 milioni di dollari canadesi. L’indice viene ribilanciato su base mensile.

Come sono cambiati i flussi per il vostro Etf dedicato ai fallen angel da inizio 2020?
Da inizio anno abbiamo riscontrato un incremento dell’interesse nei confronti delle strategie focalizzate sui fallen angel. Soprattutto dopo che la Federal Reserve ha annunciato l’inclusione degli Etf che contengono fallen angel all’interno del proprio programma di acquisti per sostenere la liquidità sui mercati del credito, gli investitori erano ansiosi di trarre profitto dalla ripresa dei rendimenti nei confronti del più ampio segmento high yield.

Quali altri principali trend state notando nei flussi della vostra gamma di Etf?
Da inizio anno è aumentato l’interesse per la nostra strategia focalizzata su Video Gaming ed Esports. Il Covid19 ha dato una spinta a questo filone a causa dei provvedimenti di confinamento che hanno relegato a casa persone che cercavano un modo per trascorrere il proprio tempo libero, sia che si trattasse di giocare in prima persona che di assistere ai tornei professionisti. Diversi tornei di Esport sono andati avanti senza essere influenzati dalle misure relative all’evoluzione della pandemia che, ad esempio, hanno portato all’interruzione dei campionati di calcio in Europa. E anche dopo l’allentamento dei provvedimenti di confinamento, abbiamo comunque registrato un continuo interesse per il tema, poiché le opportunità di intrattenimento sono rimaste comunque limitate. Sembra che i videogiochi e gli Esport abbiano raggiunto una posizione mainstream, con la società di ricerca Newzoo che prevede circa 159 miliardi di dollari di ricavi dal mercato globale dei giochi e una crescita ancora maggiore in futuro.

Negli ultimi mesi ha riscosso grande interesse anche il vostro VanEck Vectors Gold Miners Ucits Etf. Ritenete che la domanda di investimenti in oro resterà alta?
Dal nostro punto di vista ci aspettiamo un continuo interesse per gli investimenti legati al settore dell’oro, dato che i Governi e le Banche centrali stanno lottando per mitigare gli effetti che la pandemia ha esercitato sull’economia globale. Con le Banche centrali che stampano denaro e prevedono programmi d’acquisto come mai prima d’ora, ci sono già 15 mila miliardi di dollari di debiti con rendimento negativo o di asset che pagano interessi in generale. Pertanto, pensiamo che gli investimenti legati sia all’oro nello specifico che a tutte le sfaccettature del settore aurifero in senso più ampio, come le società minerarie, potrebbero rappresentare un’alternativa in una certa misura sensata. Riteniamo che gli investitori continueranno ad andare alla ricerca di sicurezza e che l’oro (che ha una lunga storia di valore alle spalle) possa essere uno strumento adatto a rispondere ai timori degli investitori.