25 novembre 2024

Le previsioni di DWS per il 2025

Si prevede una continua espansione globale, con gli Stati Uniti che cresceranno del 2,0% nel 2025 e dell'2,2% nel 2026, mentre l'Eurozona crescerà rispettivamente dello 0,9% e dell'1%; questo contesto positivo potrebbe sostenere i mercati azionari, anche se le azioni statunitensi potrebbero essere limitate da valutazioni elevate e un basso premio al rischio

Avvicinandoci al 2025, il panorama degli investimenti si presenta con condizioni promettenti, bilanciate però da una notevole imprevedibilità. Le forze di riconciliazione tra una crescita normalizzata, un rallentamento dell'inflazione e i previsti tagli ai tassi da parte delle Banche centrali creano, a nostro avviso, un contesto favorevole per diverse classi di asset. Tuttavia, l'elezione di Donald Trump per un secondo mandato non consecutivo come Presidente degli Stati Uniti introduce un elemento di incertezza che potrebbe influenzare le dinamiche di mercato.

La nostra principale proiezione economica prevede una continua espansione globale, evitando minacce recessive nelle principali economie. Come mostra il nostro “Chart of the Week”, ci aspettiamo una crescita del Pil degli Stati Uniti del 2,0% nel 2025, mentre per l’Eurozona prevediamo una crescita dello 0,9% (vedi grafico 1). Per il 2026, stimiamo una crescita del 2,2% negli Stati Uniti e dell’1% nell’Eurozona.

Grafico 1: Previsioni su Pil, inflazione e rendimenti totali per l’anno 2025


Fonte: DWS Investment GmbH, dati aggiornati al 15 novembre 2024.
Note: *Aspettative di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) per il 2025 (media anno su anno in %); **Aspettative di inflazione dei prezzi al consumo (CPI) per il 2025 (media anno su anno in %); ***Aspettative di rendimento totale entro la fine del 2025.


Questo contesto, ragionevolmente positivo, sembra favorevole ai mercati azionari, con rendimenti globali attesi nell’ordine di una cifra alta. Tuttavia, i titoli azionari statunitensi potrebbero essere limitati da valutazioni elevate e da un basso premio per il rischio iniziale, nonostante utili solidi. Le azioni tecnologiche a grande capitalizzazione potrebbero continuare a guidare il mercato, ma il loro peso significativo negli indici potrebbe introdurre un rischio di concentrazione.

Nei mercati obbligazionari ci aspettiamo un ulteriore irripidimento della curva dei rendimenti, dato che le Banche centrali continueranno a ridurre i tassi. Entro la fine del 2025, prevediamo che il tasso sui fondi federali raggiunga il 3,75/4,00% e che il tasso di deposito della Banca centrale europea (Bce) si attesti al 2,0%.
Continuiamo a favorire le obbligazioni corporate Investment grade, grazie a condizioni economiche stabili, anche se non prevediamo un ulteriore restringimento degli spread.

Riteniamo che gli asset alternativi, in particolare il settore immobiliare residenziale, beneficeranno di solidi fondamentali, nonostante tassi d’interesse a lungo termine relativamente stabili.
L’oro, pur non replicando il rally del 2024, potrebbe registrare guadagni rispettabili, contribuendo alla diversificazione del portafoglio e potenzialmente agendo come copertura contro diverse minacce economiche. Tra queste minacce figurano tensioni geopolitiche, preoccupazioni sul debito degli Stati Uniti e un clima politico imprevedibile
 Come abbiamo già sostenuto, molte delle promesse fiscali e di spesa fatte da Trump durante la campagna elettorale probabilmente dovranno essere ridimensionate per riflettere le realtà politiche, fiscali ed economiche.

Alla luce di questi fattori, una strategia d’investimento globalmente diversificata tra regioni, classi di asset e stili potrebbe mitigare i rischi specifici e offrire opportunità man mano che si presentano.
La vigilanza strategica e un approccio bilanciato sembrano essenziali per affrontare le complessità del 2025, consentendo agli investitori di posizionarsi per trarre vantaggio dalle oscillazioni di mercato, pur rimanendo pronti ad affrontare la volatilità.