11 marzo 2025

Uno studio di Fidelity International rivela che in Europa la domanda di Etf attivi da parte degli investitori professionali è in crescita

Il 37% degli investitori intervistati prevede un aumento delle allocazioni in Etf attivi nei prossimi 18 mesi, e la percentuale sale al 61% tra gli intermediari; i motivi principali per cui si scelgono gli Etf attivi sono la riduzione dei costi, la generazione di alfa e l'accesso ad aree specifiche

Secondo i risultati della Professional Investor DNA Survey di Fidelity International (Fidelity), gli investitori professionali si mostrano sempre più favorevoli agli Etf attivi.
Il mercato europeo degli Etf ha continuato a crescere in modo significativo nel 2024, superando per la prima volta i 2 milioni di dollari di asset in gestione (fonte: Morningstar, al 31 dicembre 2024). Nonostante ciò, gli Etf attivi rimangono relativamente poco rappresentati.
Secondo Morningstar, gli Etf attivi rappresentano l'8% dell'intero mercato statunitense degli Etf, mentre in Europa la percentuale è del 3% (fonte: ibid). Tuttavia, è in atto un cambiamento significativo: il mercato europeo degli Etf attivi ha registrato una forte espansione, da 38 a 64 miliardi di dollari nell'ultimo anno (fonte: ibid), in quanto un numero maggiore di investitori ne ha scoperto i vantaggi.

L'indagine di Fidelity, condotta su oltre 120 investitori istituzionali e intermediari in Europa e Asia, in collaborazione con Crisil Coalition Greenwich, ha confermato che quasi un quarto degli investitori professionali (24%) utilizza già gli Etf attivi.
La previsione è che, nei prossimi 18 mesi, la domanda di Etf attivi aumenterà più rapidamente rispetto a qualsiasi altro tipo di veicolo di investimento, con il 37% degli investitori intervistati, e il 61% se si guarda alla categoria degli intermediari, che prevede un aumento delle allocazioni nei propri portafogli.
I principali motivi per cui si ricorre agli Etf attivi, come evidenziato dal grafico sottostante, sono la riduzione dei costi, la generazione di alfa e l'accesso ad aree specializzate.

Alastair Baillie Strong, Global Head of ETF di Fidelity International, commenta: “La previsione di crescita dell'allocazione degli Etf attivi individuata nel nostro sondaggio riflette l'evoluzione delle preferenze degli investitori. Questi ultimi sono sempre più consapevoli delle peculiarità di questi strumenti, che combinano i vantaggi dei fondi attivi tradizionali, flessibilità, potenziale di sovraperformance, e quelli degli Etf, costi inferiori, trasparenza e facilità di accesso. PWC prevede che il mercato globale degli Etf raggiungerà i 20 miliardi di dollari di asset in gestione entro il 2030, con un tasso di crescita medio composto del 17% (fonte: ‘ETFs 2026: The next big leap’, PwC), e prevediamo che gli Etf attivi cresceranno ancora più rapidamente, aumentando la loro quota man mano che un maggior numero di investitori ne scoprirà i vantaggi”.
“Gli Etf attivi sono un motore di crescita fondamentale per Fidelity”, prosegue Baillie Strong. “Alla fine del 2024, abbiamo consolidato la nostra posizione di secondo fornitore di Etf attivi in Europa per patrimonio gestito (6 miliardi di dollari) e nuovi flussi netti (2,2 miliardi di dollari; fonte; Fidelity, ETFbook, al 31 dicembre 2024)”.
“In prospettiva, ci troviamo di fronte a un mercato sempre più complesso, caratterizzato da valutazioni elevate e vari fattori di incertezza. In questo contesto, la selezione degli Etf è più importante che mai. La nostra strategia sugli Etf attivi prevede di supportare i clienti nell'affrontare i numerosi rischi idiosincratici derivanti dall'attuale volatilità del contesto macroeconomico e geopolitico globale, sfruttando le nostre capacità di ricerca attiva di lunga data per offrire una maggiore diversificazione e vantaggi di rendimento rispetto agli Etf passivi”, conclude Baillie Strong.