26 febbraio 2026

Fixed income UK: mantenere la calma e allungare la duration

Nell’ultimo Bond Bulletin di J.P. Morgan AM, alla luce di un’economia nel Regno Unito entrata in una fase disinflazionistica e di rallentamento congiunturale, gli analisti esaminano gli effetti di tale combinazione sui potenziali tagli dei tassi della BoE, consigliando un posizionamento lungo sulla duration UK rispetto a Germania e Giappone

Proprio mentre le turbolenze politiche si accentuano, l’economia del Regno Unito entra in una fase disinflazionistica e di rallentamento congiunturale. Questa settimana esaminiamo gli effetti di tale combinazione per i potenziali tagli dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra (BoE) e i motivi che ci inducono a ritenere che gli investitori dovrebbero avere un posizionamento lungo sulla duration del Regno Unito rispetto a Germania e Giappone.

Fondamentali
Il trend disinflazionistico trova conferma negli ultimi dati. Il 18 febbraio scorso, l’Office for National Statistics ha riportato un’inflazione dell’indice dei prezzi al consumo a gennaio pari al 3,0% su base annua, in calo rispetto al 3,4% di dicembre. L’inflazione Core è scesa al 3,1% su base annua (a/a), mentre quella dei servizi è rimasta elevata, al 4,4% a/a, confermandosi la componente più persistente e tuttora sopra l’intervallo a breve termine auspicato dalla Banca d’Inghilterra . Tuttavia, il rallentamento del mercato del lavoro sta aiutando la BoE a ridurre l’inflazione.
Il comunicato stampa dell’Office for National Statistics sul mercato del lavoro ha mostrato un tasso di disoccupazione in aumento al 5,2% nel periodo ottobre/dicembre 2025, superando sia il livello del trimestre precedente che quello di un anno fa. Anche la crescita dei salari ha visto un rallentamento. Questi dati hanno rafforzato le aspettative di un taglio anticipato dei tassi, con una chiara mossa “risk off” sulla sterlina e un rally sui tassi.
La crescita è sufficientemente debole da ridurre gli ostacoli alla politica di allentamento della Banca d’Inghilterra. La crescita del Pil del Regno Unito dello 0,1% trimestre su trimestre, nel 4Q 2025 evidenzia un contesto stagnante in cui gli effetti della politica restrittiva si fanno sentire più rapidamente di quelli derivanti da una maggiore credibilità. Le vicende politiche stanno influenzando il sentiment, con l’incertezza politica che alimenta la volatilità sul mercato dei tassi.
La combinazione di inflazione in calo, rallentamento del mercato del lavoro e crescita stagnante offre il contesto ideale in cui la BoE può iniziare ad abbandonare la politica restrittiva senza rischiare una nuova impennata dell’inflazione, soprattutto se l'inflazione dei servizi decelera di pari passo con la dinamica salariale.

Valutazioni quantitative
I mercati dei tassi nel Regno Unito hanno rivisto significativamente le loro aspettative di un taglio a breve termine. Nella riunione di febbraio della Banca d’Inghilterra, il Comitato di politica monetaria ha mantenuto il tasso di riferimento al 3,75%, sebbene quattro membri abbiano votato per un taglio di 25 punti base (pb) al 3,50%, evidenziando che la discussione sull’allentamento della politica monetaria è già in corso all'interno del Comitato. Dopo la diffusione dei dati sul mercato del lavoro di febbraio, i listini hanno rapidamente prezzato una probabilità di circa l’80% di una riduzione dei tassi di 25 pb nella riunione di marzo, a fronte di una probabilità di circa il 65% del giorno precedente. Il dato sull'inflazione dell'indice dei prezzi al consumo al 3,0% ha rafforzato questa percezione il giorno successivo (vedi grafico a fondo pagina).
Continuiamo a ritenere che il tasso terminale si attesterà al 3% in quanto ci aspettiamo che la crescita salariale si attenui marginalmente, pur restando resiliente nel lungo termine. Secondo le nostre previsioni, i tassi dovrebbero raggiungere il 3% entro fine anno con riduzioni di 75 pb, ben oltre i 50 pb attualmente scontati dai mercati. Sebbene gli operatori si aspettino un aumento del costo del denaro nel 2027, i nostri analisti ritengono che i tassi rimarranno stabili al 3% per un periodo prolungato. Questa prospettiva rafforza la nostra convinzione nel privilegiare una duration più lunga.

Fattori tecnici
Le dinamiche dei mercati in risposta ai dati hanno rispecchiato un quadro tecnico favorevole per la duration. Dopo i dati deboli sull’occupazione, i rendimenti dei Gilt sono scesi e la sterlina si è indebolita, mentre le aspettative di taglio dei tassi si sono rafforzate. Le posizioni sono state ripulite dopo gli avvenimenti politici di inizio anno, con gli investitori che hanno ridotto la leva finanziaria, chiuso posizioni sovraffollate e ricostituito la liquidità.
L’aspettativa di una significativa riduzione dell’offerta netta nel prossimo anno fiscale favorisce i Gilt. La volatilità sporadica è da ricondurre prevalentemente alle notizie provenienti dalla politica. Il rumore politico ha spesso creato punti di ingresso, piuttosto che ostacolare l’andamento disinflazionistico, soprattutto perché i dati propendono sempre più per un allentamento monetario.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?
Riteniamo che oggi i fatti supportino, nel complesso, un posizionamento lungo sulla duration del Regno Unito. Anche il valore relativo è importante. Rispetto a Germania e Giappone, dove il carry è minore e i canali di trasmissione della politica monetaria sono più limitati, i Gilt offrono una combinazione più interessante di rendimento, carry e potenziale apprezzamento del capitale man mano che la Banca d’Inghilterra abbandona l’orientamento restrittivo. A nostro avviso, le fasi di volatilità causate dagli sviluppi politici dovrebbero essere viste come opportunità per incrementare l'esposizione e non come motivo per restare ai margini.
(Analisi a cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management)