24 giugno 2026

Secondo semestre: scenario macro favorevole, ma attenzione ai rischi

Azioni e credito sovraperformano con energia più economica e dati robusti; attenzione a Fed, presidenziali Usa e a potenziali rincari alimentari causati da El Niño, si legge nell’analisi di BNPP AM

Le tensioni geopolitiche si sono attenuate: Usa e Iran stanno negoziando un accordo, e i prezzi del petrolio sono diminuiti di oltre il 30% rispetto al picco registrato all'inizio di aprile. Una normalizzazione dei costi energetici nei prossimi mesi dovrebbe rafforzare la fiducia di imprese e consumatori e limitare la necessità per le Banche centrali di continuare ad aumentare i tassi.
Anche all'interno del mercato obbligazionario, il credito ha sostanzialmente ignorato gli sviluppi geopolitici: il mercato ha assorbito senza difficoltà un'ingente quantità di emissioni da parte delle società tecnologiche e gli spread creditizi sono tornati ai livelli precedenti all'ultima escalation delle tensioni nel Golfo.
Questo andamento ha portato il credito a sottoperformare i titoli di Stato, tra febbraio e marzo, e a sovraperformarli in misura significativa ad aprile e maggio (e finora anche a giugno). Mentre i mercati azionari hanno toccato nuovi massimi, gli spread creditizi si sono ulteriormente ristretti, evidenziando la fiducia degli investitori nelle prospettive delle imprese.

Uno scenario macro favorevole per i mercati
E perché non dovrebbe essere così? Le stime di consenso sugli utili per azione attesi nei prossimi dodici mesi per l'indice Msci World sono aumentate del 20% nel corso del 2026. Per il Nasdaq Composite, fortemente esposto al settore tecnologico, la crescita attesa raggiunge il 21,4%.
Anche i dati economici sono risultati migliori delle attese. Quest'anno gli Stati Uniti hanno creato oltre mezzo milione di nuovi posti di lavoro non agricoli, dopo un 2025 molto debole, durante il quale la creazione netta di occupazione si era fermata a soli 113.000 posti. Gli indici PMI, che monitorano regolarmente l'andamento dell'attività manifatturiera e dei servizi, mostrano un indice manifatturiero statunitense superiore a quota 50 (soglia che indica espansione) fin da gennaio e attestatosi a maggio ai massimi degli ultimi quattro anni. Anche il PMI dei servizi presenta un andamento analogo.
Anche in Europa i dati sono stati più incoraggianti del previsto. L'attività manifatturiera è in costante miglioramento dal 2023, con il PMI dell'Eurozona sopra quota 50, sebbene il settore dei servizi abbia mostrato maggiore debolezza dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente.
Le imprese di tutto il mondo sembrano beneficiare di potenti trend strutturali, quali gli investimenti legati all'IA, l'aumento della spesa per la difesa e lo sviluppo delle energie rinnovabili e delle infrastrutture digitali. Lo spettro di una recessione globale appare oggi più lontano che mai, suggerendo che gli asset rischiosi possano continuare a offrire buone performance. L'attenuazione delle pressioni inflazionistiche e delle aspettative sui tassi rappresenterebbe inoltre un ulteriore fattore di sostegno sia per il credito sia per i mercati azionari.
Il timore era che l'Europa fosse l'economia sviluppata più esposta allo shock energetico: potremmo invece assistere a una sorpresa positiva per la crescita europea e, di conseguenza, per la performance relativa dei mercati azionari del continente grazie al calo dei prezzi dell'energia? Le aspettative sui rendimenti dell'IA restano elevate. I rischi geopolitici sembrano attenuarsi, e il ciclo economico appare solido: cosa potrebbe mai andare storto?

Outlook sulla seconda metà dell'anno
Nella seconda parte dell'anno non mancheranno comunque alcuni elementi di attenzione. Le Banche centrali continueranno a irrigidire la politica monetaria? E, in tal caso, i rendimenti obbligazionari raggiungeranno livelli coerenti con i nuovi intervalli di crescita nominale del Pil nelle principali economie?
Il nuovo Presidente della Fed, Warsh, ha promesso di rivedere profondamente il funzionamento della Banca centrale statunitense, ma nella sua prima conferenza stampa da Presidente non ha espresso una posizione personale sull'andamento dei tassi. Il mercato, tuttavia, continua a scontare tassi leggermente più elevati. Qualsiasi ulteriore rialzo dei tassi inciderebbe negativamente, almeno nel breve periodo, sui rendimenti obbligazionari e potrebbe mettere sotto pressione anche le valutazioni azionarie.
Un altro tema riguarda naturalmente l'IA: l'assenza di profitti tangibili per alcune società del settore dalle valutazioni estremamente elevate potrebbe indurre gli investitori a mettere in discussione multipli così ambiziosi.
Un ulteriore potenziale fattore di destabilizzazione per l'economia mondiale è rappresentato dalle anomalie climatiche associate a El Niño, una fase prolungata di temperature della superficie del Pacifico superiori alla media: gli scienziati avvertono che le colture agricole potrebbero subire danni significativi e che eventi meteorologici estremi potrebbero compromettere infrastrutture e comunità in diverse aree del mondo. Per i mercati finanziari, la principale conseguenza potrebbe manifestarsi attraverso una nuova accelerazione dell'inflazione alimentare. Per quanto promettente possa essere, l'IA non è ancora in grado di raffreddare gli oceani.
Infine, ci saranno le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e le possibili implicazioni per il prosieguo dell'attuale mandato presidenziale. Potrebbero contribuire a ridurre l'incertezza politica? Dopo dazi, misure fiscali di ampio raggio e tensioni geopolitiche, i mercati accoglierebbero certamente con favore uno scenario più stabile. Forse il 251° anno di vita degli Stati Uniti potrebbe rivelarsi un po' più tranquillo.
(Analisi a cura di Chris Iggo, Chief Investment Officer AXA IM Core, BNPP AM)