12 febbraio 2026

La rivoluzione dell’AI e il settore dei software

Il boom dell’intelligenza artificiale (AI) ha portato molti investitori a concentrarsi non solo sulle società che saranno i vincitori della rivoluzione tecnologica, ma anche sui perdenti; in questo Bond Bulletin, J.P. Morgan AM esamina la recente ondata di vendite nel settore dei software e le sue ripercussioni sui mercati pubblici e privati

Gli ampi ribassi che hanno investito l’intero settore dei software sono un classico esempio di quanto sia difficile individuare vincitori e vinti in periodi di grandi cambiamenti tecnologici. L’annuncio di un nuovo prodotto da parte della società di intelligenza artificiale Anthropic ha guidato il recente calo dei modelli tradizionali dei servizi software. Il lancio della nuova piattaforma AI di Anthropic, Claude CoWork, che va oltre i classici assistenti di chat aiutando ad automatizzare la creazione di report, modificare documenti e fornire assistenza per attività amministrative legali, ha rinnovato le pressioni sul settore dei software. L'indice S&P 500 Software Index ha perso addirittura il 24% dalla fine dello scorso ottobre. Anche i mercati del credito hanno reagito, con i prezzi delle obbligazioni di società come RELX sotto pressione, così come quelli di emittenti statunitensi come Intuit, Salesforce, Workday e Adobe. Tuttavia, le tensioni più acute potrebbero emergere nei mercati privati.
Nell'ultimo decennio il settore dei software ha avuto un ruolo importante negli investimenti di private equity e gran parte del debito associato alle operazioni di buyout è stato generato proprio da fondi di private credit. Un veicolo importante che i gestori patrimoniali hanno utilizzato per consentire agli investitori pubblici di accedere a questi fondi di private credit è stato il debito emesso da società di business development (le cosiddette BDC).
Oggi molti di questi fondi hanno allocazioni settoriali superiori al 25% su software e tecnologia, con una media che si avvicina al 20%. Gli investitori stanno riducendo l'esposizione su prestiti tecnologici a leva, con il JPM Tech LL Index in rialzo di 130 punti base (pb) e gli spread sulle obbligazioni delle società di business development che si sono ampliati.
Sebbene queste esposizioni siano perlopiù strutturate come prestiti senior di primo grado, cali significativi nelle valutazioni delle società sottostanti potrebbero generare perdite per i fondi di credito privato. Questi rischi potrebbero manifestarsi qualora il numero di richieste di rimborso da parte degli investitori dovesse aumentare.
I riscatti dei fondi di private credit sono già saliti a circa il 4,5% del patrimonio in gestione nel quarto trimestre 2025, rispetto al range dell’1%/2% dei trimestri precedenti. Per riferimento, la tecnologia rappresenta solo il 5,7% del mercato globale High yield pubblico, il che contribuisce a limitare il rischio settoriale nel credito pubblico.

Valutazioni quantitative
Le recenti reazioni del mercato hanno creato una serie di opportunità per i gestori che selezionano i titoli mediante un approccio bottom up. Non tutte le aziende di software incontreranno le stesse difficoltà. RELX, ad esempio, si distingue per l'accesso esclusivo a database proprietari e una comprovata esperienza nell’integrare l’intelligenza artificiale nel proprio modello di business.
Nonostante le recenti sfide, le società statunitensi di gestione del capitale umano e CRM (Customer relationship management), come Workday e Salesforce, mantengono una leva finanziaria netta pari a zero, con disponibilità liquide pari o superiori al loro debito, e continuano a svolgere un ruolo fondamentale nell’operatività quotidiana di molte società. Analogamente, Intuit, azienda orientata al consumatore, ha una leva finanziaria netta prossima allo zero e ha stipulato un accordo di collaborazione con OpenAI per investire in soluzioni focalizzate sulle dichiarazioni dei redditi.
Questa differenziazione evidenzia l’importanza della gestione attiva e della selezione dei titoli, in quanto le vendite generalizzate hanno inciso sulle valutazioni dell’intero settore. Tuttavia, non tutte le obbligazioni societarie di aziende attive nel settore dei software continueranno a sottoperformare e sarà possibile individuare opportunità nei titoli in grado di resistere all’ondata di cambiamento portata dall’AI.

Fattori tecnici
Il quadro tecnico rimane positivo nei mercati del credito pubblico, con una forte emissione che continua a essere sostenuta da una domanda solida. Tuttavia, i rischi di liquidità sono in crescita in quanto un eventuale calo dei mercati privati dovuto a svalutazioni del debito emesso da società di software potrebbe avere ripercussioni sui mercati pubblici. Questa dinamica sottolinea l’importanza della selezione dei titoli e della gestione attiva per cogliere le opportunità offerte dall’ampliamento degli spread (vedi grafico 1).

Grafico 1: Gli spread si sono ampliati nel settore dei software, in particolare nel private credit



Fonte: Bloomberg, al 4 febbraio 2026. CRM e BDC sono rappresentati dal G- spread.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?
La recente ondata di vendite nel settore software ha messo in evidenza che i mercati non sono solo preoccupati per lo scoppio della bolla dell’intelligenza artificiale, ma temono anche il rischio di cambiamenti radicali e la possibilità di una significativa rivalutazione di settori specifici. I mercati del credito pubblico rimangono relativamente isolati rispetto alle società di business development che presentano esposizioni più concentrate sui software.
L’attuale contesto premia l’analisi bottom up e la selezione dei titoli, poiché non tutte le società di software avranno le stesse ripercussioni. Pertanto, la gestione attiva sarà fondamentale nella creazione di valore e nella gestione di rischi al ribasso, mentre il boom dell’intelligenza artificiale continua a riconfigurare i mercati.
(Analisi a cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management)