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| BlackRock lancia un Etf per aiutare gli investitori europei a cogliere
l'opportunità legata al rilancio delle infrastrutture |
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| BlackRock lancia oggi l'iShares Europe
Infrastructure Builders Ucits Etf, offrendo agli investitori
un'esposizione mirata alle società europee che contribuiscono a
costruire, riqualificare e modernizzare le infrastrutture del
continente. L’Etf presenta un Ter dello 0,40% l’anno e capitalizza i
proventi, ed è neoziabile sulle seguenti Borse europee: XETRA e
Euronext Paris, in euro, LSE in sterline, e Euronext Amsterdam in
dollari.
L'Europa sta entrando in una fase di rinnovamento infrastrutturale,
supportata dalle politiche pubbliche, da un processo di modernizzazione
del sistema energetico e da investimenti di lungo periodo a favore del
“cuore industriale” della regione. Si prevede che il consumo di
elettricità nell'UE aumenterà del 60% tra il 2023 e il 2030,
richiedendo... » |
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Fineco Asset Management lancia tre Etf azionari in collaborazione con Amundi
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| Fineco
Asset Management (Fineco AM), società di gestione patrimoniale
irlandese interamente controllata da FinecoBank, annuncia la quotazione
su Borsa Italiana di tre Etf che replicano indici azionari estremamente
liquidi e ampi (vedi tabella a fondo pagina), che costituiscono gli
elementi fondamentali di un portafoglio d’investimento diversificato,
l’Msci World, l’S&P 500 e lo Stoxx Europe 600, progettati in
collaborazione con Amundi, primo asset manager europeo e maggiore
emittente europeo di Etf.
L’industria degli Etf in Europa ha raggiunto dimensioni importanti, con
masse gestite superiori a 3.100 miliardi di euro, una raccolta netta
record nel 2025 pari a 335 miliardi di euro e la disponibilità di oltre
2.500 Etf Ucits. Il trend di crescita è proseguito nel 2026... » |
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Perché gli investitori puntano sulle azioni europee
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| Dopo
anni di deflussi dalle strategie attive sull'azionario europeo, dovuti
in parte alla sottoperformance relativa e al forte richiamo dei titoli
tecnologici statunitensi a mega capitalizzazione, l'interesse degli
investitori per la regione sta iniziando a risalire.
Diversi fattori sostengono l'idea di riconsiderare l'Europa.
Le azioni europee continuano a essere scambiate a valutazioni
chiaramente più interessanti rispetto alle controparti statunitensi,
con uno sconto medio, sulle diverse metriche di valutazione, superiore
al 40% (sconto medio basato su P/E, P/E prospettico, P/B e 1/DY), come
mostra un rapporto prezzo/utili prospettico pari a 14,8 volte in Europa
contro 21,7 volte negli Stati Uniti (sconto medio basato su rapporto
prezzo/utili, P/E prospettico, rapporto prezzo/valore... » |
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I CLO europei beneficeranno dell'aumento delle cedole?
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| L'inasprimento
della politica monetaria delle Banche centrali è tornato al centro
dell'attenzione. I Collateralised Loan Obligations (CLO) europei con
rating AAA hanno resistito all'ultimo ciclo di rialzi dei tassi della
Banca centrale europea e offrono un'interessante combinazione di
reddito elevato, qualità creditizia superiore ed esposizione di breve
durata.
A giugno, la Banca centrale europea (Bce) ha aumentato il tasso sui
depositi di 25 punti base, portandolo al 2,25%, in risposta all'aumento
dell'inflazione nell'area Euro. Il recente calo dei prezzi del petrolio
potrebbe indicare un allentamento delle pressioni inflazionistiche, ma
è probabile che la Bce mantenga un orientamento restrittivo finché il
quadro non sarà più chiaro.
Questo contesto continua a favorire le esposizioni di breve... » |
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Yen sotto pressione: il rischio carry trade torna al centro dei mercati
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| La
scorsa settimana il Giappone e il Tesoro statunitense sono intervenuti
in modo coordinato per sostenere lo yen, con Tokyo che ha venduto euro
e acquistato la propria valuta dopo che questa aveva toccato nuovi
minimi storici. Tuttavia, la debolezza dello yen affonda le proprie
radici in fattori strutturali: l'inflazione continua a crescere, mentre
la Bank of Japan (BoJ) mantiene una politica monetaria ancora
eccessivamente accomodante.
Il margine di manovra della Banca centrale giapponese è estremamente
limitato. Il debito pubblico del Paese si attesta intorno al 230% del
Pil e la BoJ ne detiene circa la metà. Un aumento significativo dei
tassi d'interesse comporterebbe, quindi, costi molto elevati, ma
rinviare ulteriormente la normalizzazione della politica monetaria... » |
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