31 marzo 2025

Il ruolo cruciale dei dividendi nei portafogli d'investimento

Nel turbolento contesto attuale del mercato, gli investimenti in dividendi hanno visto una sorta di rinascita: Dina Ting, Head of Global Index Portfolio Management di Franklin Templeton, approfondisce come, oltre a fornire un flusso di reddito costante, le strategie basate su dividendi potrebbero anche offrire una certa protezione a fronte della volatilità del mercato

Pur essendo stati a volte trascurati, da vari decenni a questa parte i dividendi hanno avuto un ruolo sostanziale nei rendimenti degli investitori. L'85% circa del rendimento totale cumulativo dell'S&P 500 Index dal 1960 fino alla fine dell'anno passato è attribuibile al reinvestimento di dividendi e alla potenza della capitalizzazione composta. Strategie focalizzate sui dividendi offrono il potenziale per una maggiore stabilità, un reddito consistente e una protezione dall'incertezza economica per portafogli in grado di affrontare qualsiasi fase del ciclo economico.

Visto il nuovo contesto creato dalle turbolenze legate a possibili dazi imposti dagli Stati Uniti, che continuano a scatenare volatilità nel mercato, aumentano costantemente gli investitori in strategie focalizzate sui dividendi destinate a rafforzare la resilienza del portafoglio.
Dopo un'era dominata dai titoli Growth, gli investimenti in dividendi hanno avuto una sorta di rinascita. Nei sei mesi fino al 31 gennaio 2025, gli afflussi netti mensili medi nei fondi negoziati in Borsa (Etf) sui dividendi e quotati negli Stati Uniti hanno totalizzato quasi 3,3 miliardi di dollari, rispetto ai 107 milioni di dollari affluiti per lo stesso periodo nell'anno passato (fonte: Morningstar Direct, a febbraio 2025).

Con l'attuale incertezza sulle prospettive globali, gli investitori hanno comprensibilmente cercato rifugio in componenti più stabili per un portafoglio bilanciato. I titoli che distribuiscono dividendi, e particolarmente quelli di qualità elevata, possono offrire flussi di cassa più stabili e prevedibili. Questi flussi di cassa sono essenziali per molti modelli di valutazione azionaria, per cui stimare il valore intrinseco o fondamentale di azioni con dividendo comporta tendenzialmente una minore ambiguità rispetto alla ricerca di una determinazione di valutazioni eque per azioni Growth. Siamo quindi convinti che in un portafoglio diversificato le azioni con dividendo possono costituire un utile ammortizzatore.

A nostro avviso, la loro attrattiva consiste nella capacità di moderare la volatilità durante i drawdown del mercato, continuando tuttavia a offrire un notevole potenziale di rialzo. Le strategie focalizzate su dividendi hanno costantemente dimostrato proprietà difensive in regioni e in archi temporali diversi. Come si può vedere dal grafico 1, per il triennio chiuso al 31 dicembre 2024, sulle esposizioni globali, statunitensi ed europee, la volatilità e i drawdown massimi per i titoli che distribuiscono dividendi sono stati più bassi rispetto al mercato in generale (fonte: Bloomberg, Franklin Templeton 2025). E nell'agosto scorso, quando si è ravvivata l'inflazione aggravando anche i timori relativi ai tassi d'interesse, le azioni a dividendo a paragone hanno resistito bene (fonte: ibid).

Grafico 1: Misure di rischio a confronto tra il mercato esteso e le strategie su dividendi

Nota: le celle in blu indicano drowdan/volatilità più bassi.

Forse a testimonianza del valore che gli investitori assegnano ai dividendi nei loro portafogli, abbiamo visto una forte raccolta di asset in Etf focalizzati su dividendi quotati negli Stati Uniti, anche quando gli Etf obbligazionari pagano rendimenti allettanti. Gli Etf su dividendi mirati a esposizioni agli Usa continuano a dominare la quota di mercato di Etf domiciliati negli Stati Uniti, detenendo asset per 360 miliardi di dollari (il 76% di tutti gli asset di Etf su dividendi), di cui 17,5 miliardi di dollari raccolti nell'anno passato (fonte: Morningstar Direct, al 31 gennaio 2025).

Gli Etf su dividendi del mercato sviluppato internazionale, che comunque include non più di una frazione del mercato statunitense, sono diventati a loro volta sempre più popolari e l'anno passato hanno attirato afflussi netti per quasi 3 miliardi di dollari, che rappresentano il 13% degli afflussi totali di Etf su dividendi (fonte: ibid).

Questo ampio gruppo di attivi comprende vari approcci agli investimenti in dividendi. Ad esempio, abbiamo visto investitori orientati al reddito effettuare allocazioni Core a strategie di dividendi basate su regole, o multifattoriali, che incorporano una conoscenza attiva del rischio mirando a realizzare il massimo rendimento per unità di tracking error rispetto al mercato generale.
Altre strategie interessanti impiegano a loro volta indici personalizzati mirati a fornire un rendimento da dividendo in eccesso o moltiplicato rispetto al mercato più generale. Questi approcci presentano il potenziale di un reddito azionario long only migliorato, imperniato su robusti metodi di ottimizzazione proprietari che possono considerare più olisticamente il comportamento combinato delle azioni con dividendo. Come versioni migliorate della prima generazione di portafogli basati su regole, siamo convinti che con queste strategie i portafogli potrebbero essere più reattivi a contesti di mercato in evoluzione, irrobustendo progressivamente il rendimento.

Guardando avanti, siamo convinti che le strategie basate su dividendi dovrebbero continuare ad avere un ruolo vitale nei portafogli. In indici di capitalizzazione di mercato, soprattutto negli Stati Uniti, le valutazioni continuano a essere ambiziose, viste le potenziali perturbazioni che incombono sul mercato globale. In questo contesto, siamo convinti che le azioni con (alti e costanti, ndr) dividendi di società con modelli di business comprovati e solida redditività tenderanno a essere ricercate e a presentare un'alternativa convincente a esposizioni più orientate alla crescita. Il sentiment riguardo alle azioni Growth è attualmente arrivato a un punto di svolta, e siamo convinti che sia emerso un contesto favorevole per le strategie basate su dividendi.
(Articolo a cura di Dina Ting, Head of Global Index Portfolio Management di Franklin Templeton)