02 luglio 2026

Le Small cap registrano un rialzo grazie alla crescita resiliente degli Stati Uniti

Le loro performance superiore alla media, secondo un’analisi di State Street IM, sono sostenute da tendenze cicliche, settori trainati dagli investimenti e dinamiche di valutazione relative, nonostante l’aumento dei tassi d’interesse

La resilienza della crescita statunitense sta sostenendo la recente sovraperformance delle Small cap, in linea con le dinamiche storiche di leadership ciclica. I rendimenti del Russell 2000 hanno mostrato una maggiore sensibilità rispetto a quelli dell’S&P 500, con massimi più elevati durante le fasi di espansione e flessioni più profonde durante i rallentamenti, rafforzando l’idea che le Small cap restino più sensibili ai cambiamenti del momentum economico.

Sovraperformance delle Small cap in un contesto di crescita resiliente
La recente rotazione nei mercati azionari statunitensi ha riportato l’attenzione sulla performance delle Small cap, con l’indice Russell 2000 che da inizio anno ha registrato una sovraperformance significativa rispetto ai benchmark delle Large cap. Al momento della stesura di questa analisi (29 giugno 2026, ndr), le Small cap hanno registrato rendimenti pari a circa il 21%, rispetto a circa il 10% dell’S&P 500, segnando un rilevante cambiamento nella leadership dopo un prolungato periodo di predominio delle Large cap. Questo sviluppo è particolarmente rilevante per gli investitori multiasset, poiché i cambiamenti nella leadership azionaria spesso coincidono con più ampi mutamenti nelle condizioni macroeconomiche, nelle dinamiche settoriali e nei regimi valutativi.

Storicamente, le Small cap hanno mostrato una maggiore sensibilità ai cicli economici, con rendimenti amplificati sia nelle fasi di espansione sia in quelle di rallentamento. Nell’attuale contesto, la crescita economica statunitense è rimasta relativamente resiliente, con una stima del 2,2% per l’anno solare 2026, mentre il tasso di disoccupazione si attesta intorno al 4,4%, offrendo nel complesso uno scenario favorevole. In questo contesto, la performance più solida delle Small cap appare coerente con le loro tendenze storiche.
Ciò che spicca nel ciclo attuale, tuttavia, è che la sovraperformance delle Small cap si è verificata nonostante l’aumento dei tassi d’interesse.

Il rendimento del Treasury statunitense a 5 anni è salito di circa 50 punti base da inizio anno, passando dal 3,73% del 30 dicembre 2025 al 4,23% del 19 giugno 2026, riflettendo sia la solidità dell’attività economica sia l’evoluzione delle aspettative su politica monetaria e inflazione. Si tratta di un elemento rilevante, poiché le società di minori dimensioni sono generalmente più sensibili al costo del finanziamento, data la loro maggiore dipendenza da fonti di capitale esterne e da passività di più breve durata. La performance è rimasta positiva perché la composizione settoriale e le dinamiche d’investimento hanno più che compensato questo fattore sfavorevole.

La performance settoriale offre una chiave di lettura importante per interpretare le tendenze recenti. All’interno dell’indice Russell 2000, la leadership si è concentrata nei settori legati agli investimenti, tra cui quello industriale e quello delle tecnologie dell’informazione, con un contributo anche da parte del settore energetico, sulla scia dei prezzi elevati del petrolio legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Questo andamento indica un contesto di mercato in cui gli investimenti e le attività legate alle infrastrutture stanno giocando un ruolo centrale nel determinare i rendimenti.
Un utile quadro di riferimento per questa dinamica è la distinzione tra crescita trainata dai consumi e crescita trainata dagli investimenti. Mentre i settori rivolti ai consumatori hanno continuato a subire pressioni legate all’inflazione e alla sensibilità ai costi, come nel caso di una quota più ampia della spesa discrezionale destinata a benzina e altri beni energetici, l’attività legata agli investimenti, in particolare quella connessa a tecnologia e infrastrutture, è rimasta robusta.

Il continuo sviluppo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale sta determinando un significativo aumento della spesa in conto capitale, con stime che indicano centinaia di miliardi di dollari di investimenti annui quest’anno e migliaia di miliardi nei prossimi anni. La natura fisica e industriale di questi investimenti, che spaziano dai data center alle apparecchiature elettriche e alle infrastrutture di connettività, crea un canale di trasmissione attraverso il quale le società di minori dimensioni possono partecipare a questo tema più ampio. In particolare, diversi tra i titoli più solidi all’interno di questi gruppi hanno registrato un significativo apprezzamento delle quotazioni, con una crescita delle capitalizzazioni di mercato che, nel tempo, potrebbe portare alla loro inclusione negli indici a maggiore capitalizzazione, rafforzando il legame tra crescita trainata dagli investimenti ed evoluzione della struttura del mercato.

Le dinamiche di valutazione offrono un ulteriore elemento di supporto. Negli ultimi anni, le Small cap hanno registrato una significativa svalutazione rispetto alle Large cap. Sebbene gli attuali livelli di valutazione del Russell 2000 siano aumentati insieme alla recente performance, i confronti di più lungo periodo indicano che le Small cap continuano a essere scambiate nella parte bassa del range rispetto alle Large cap sulla base degli utili realizzati. Allo stesso tempo, l’S&P 500 continua a trattare a multipli elevati rispetto alla propria media storica, evidenziando la persistenza di una dispersione valutativa all’interno del mercato. In questo contesto, la tesi delle valutazioni relative a favore delle Small cap può restare costruttiva, anche dopo il recente rimbalzo.

Guardando avanti, la durata della sovraperformance delle Small cap dipenderà probabilmente dalla traiettoria dell’inflazione, dei tassi d’interesse e dalla sostenibilità dell’attuale ciclo degli investimenti. Un’inflazione moderata potrebbe consentire rendimenti più stabili o più bassi nel tempo, un fattore potenzialmente favorevole data la maggiore sensibilità ai tassi dei bilanci delle Small cap. Allo stesso tempo, la continua forza degli investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale e dell’attività industriale in generale potrebbe rafforzare l’attuale leadership del settore.

La recente sovraperformance delle Small cap statunitensi riflette una combinazione di sensibilità economica, posizionamento settoriale e dinamiche di valutazione in evoluzione. A inizio anno, mantenevamo una visione costruttiva sulle Small cap, sostenuta dalle aspettative di una crescita economica resiliente e dal potenziale di tassi più bassi. Sebbene il calo dei tassi non si sia ancora concretizzato, con la Fed che mantiene la politica monetaria al 3,50/3,75%, il contesto attuale è rimasto favorevole. Continuiamo a considerare le Small cap in modo positivo, in particolare se le tendenze d’investimento dovessero persistere di pari passo con uno slancio economico stabile. Tuttavia, questa forza deve essere bilanciata con le continue incertezze relative ai tassi, alla tenuta degli utili e alla traiettoria degli investimenti.
(Analisi a cura di Chris Carpentier, Senior Investment Strategist di State Street Investment Management)