07 luglio 2026
Una domanda da 3.500 miliardi di dollari sull'AI: cosa guiderà davvero la prossima ondata?
L'utilizzo dell'AI sta esplodendo mentre i costi calano fino all'80% l'anno, un mix che aumenta l'adozione e amplia le opportunità d’investimento, rilevano i professionisti di Columbia Threadneedle Investments, soprattutto nelle infrastrutture e nell'energia
L'intelligenza artificiale (AI) rappresenta una sfida unica rispetto ad altri cambiamenti tecnologici: a differenza dei settori più consolidati, è un settore ancora giovane e in rapidissima evoluzione. A rendere il quadro così mutevole è il ritmo di crescita dell'AI, definito esponenziale: mentre tecnologie come i semiconduttori sono progredite con incrementi costanti nel tempo, i principali sistemi di AI migliorano a ritmi molto più elevati, puntando talvolta a decuplicare le proprie capacità in brevi periodi di tempo.
Questo rapido progresso è trainato da tre fattori principali:
• miglioramento dei modelli di AI, che riescono a svolgere compiti sempre più complessi;
• “automiglioramento” dei modelli stessi, che consente loro di imparare da ogni tentativo e perfezionare i risultati;
• forte aumento della potenza di calcolo dedicata all’AI.
Insieme, questi fattori stanno accelerando l’innovazione a una velocità mai vista prima.
Il risultato è una diffusione altrettanto rapida: l'utilizzo dell'AI è cresciuto in modo drastico, mentre, in alcuni casi, i costi sono calati di circa l'80% l'anno per modelli comparabili. Di conseguenza, prezzi più bassi e prestazioni migliori si alimentano a vicenda, spingendo un numero crescente di persone e aziende ad adottare l'AI per applicarla a sempre più attività.
Impatto economico e sull’occupazione
L'impatto dell'AI sull'occupazione è una preoccupazione rilevante, ma le evidenze suggeriscono un esito più equilibrato da quello temuto. Come mostrano gli esempi storici di automazione, se alcuni ruoli cambieranno o scompariranno, in parallelo se ne creeranno altri: il risultato tende a essere una maggiore produttività piuttosto che una perdita diffusa di posti di lavoro. Inoltre, più che sostituire i lavoratori, l'AI ne amplifica le capacità, permettendo ai professionisti di lavorare più velocemente e analizzare maggiori informazioni: per questo, la capacità di adattarsi sarà una competenza sempre più decisiva.
Lo stesso principio vale a livello aziendale: l'AI ha il potenziale di trasformare l'economia superando i tradizionali limiti alla crescita legati al numero di persone disponibili a lavorare e alla loro produttività, spingendo le imprese a innovare più rapidamente e a migliorare i servizi anziché tagliare posti di lavoro. Resta però un nodo critico: i benefici non si distribuiscono in modo uniforme. Le aziende che adottano l'AI in anticipo e la usano efficacemente diventano più competitive e destinate a ottenere una quota molto più ampia dei ritorni, mentre chi non riesce ad adattarsi rischia di rimanere indietro.
Opportunità d’investimento
La crescita dell'AI sta generando importanti opportunità d’investimento, in particolare nelle infrastrutture. Costruire sistemi di AI richiede risorse che vanno al di là dei software: dipendono anche da hardware di calcolo, approvvigionamento energetico, materiali da costruzione e attrezzature specializzate.
Inoltre, ci troviamo attualmente nella fase iniziale dello sviluppo dell'AI, che è altamente capital intensive. Sono necessari investimenti significativi per costruire data center e le infrastrutture di supporto, creando opportunità in molti settori anche oltre quello tecnologico.
Tra queste, una delle aree più importanti è la fornitura di energia. I data center per l'AI consumano grandi quantità di elettricità e si prevede che la domanda di energia aumenterà in modo significativo nei prossimi anni, arrivando a rappresentare una quota rilevante del consumo elettrico complessivo in futuro.
Sebbene vi siano timori che la disponibilità di energia possa limitare la crescita dell'AI, in realtà la situazione è più complessa. La sfida principale non è la mancanza di energia in sé, ma la difficoltà di collegare i nuovi impianti alle reti elettriche esistenti, con un processo che può richiedere diversi anni. Per affrontare questo problema, le aziende stanno adottando soluzioni energetiche ibride, che combinano l'energia di rete tradizionale con fonti “on site” come turbine a gas, batterie ed energie rinnovabili. Questo approccio consente ai data center di iniziare a operare più rapidamente e riduce la dipendenza dai lenti collegamenti alla rete.
Si prevede che gli investimenti nelle infrastrutture energetiche cresceranno in modo significativo, comprendendo non solo la generazione di energia, ma anche l'ammodernamento delle reti, dei sistemi di trasmissione e delle attrezzature. Migliorare l'efficienza delle infrastrutture esistenti potrebbe liberare capacità aggiuntiva e sostenere l'espansione dell'AI.
Conclusioni
L'AI sta trasformando diversi settori a una velocità senza precedenti. La combinazione di rapido miglioramento, costi in calo ed applicazioni in espansione sta spingendo una forte crescita della domanda. Pur restando alcune sfide, come i vincoli infrastrutturali e la distribuzione non uniforme dei benefici, l'impatto complessivo è destinato ad essere fortemente positivo.
Il successo in questo contesto dipenderà dalla capacità di adattarsi, abbracciare nuovi strumenti e riconoscere le opportunità al di là dei tradizionali settori tecnologici. L'AI non è soltanto un cambiamento tecnologico: è una trasformazione economica ampia che ridisegnerà il modo in cui le aziende operano e le persone lavorano.
(Analisi a cura di Dave Egan, Senior Research Analyst, e Natalia Luna, Senior Thematic Investment Analyst, di Columbia Threadneedle Investments)