09 luglio 2026
Prosegue la fase positiva del mercato degli Etf Ucits nel secondo trimestre 2026
Gli afflussi trimestrali hanno raggiunto 113,6 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto al trimestre precedente, con il comparto azionario che ha contribuito per 83,9 miliardi di euro; è quanto emerge dall’ultimo Money Monitor di Amundi
Nel secondo trimestre, la raccolta netta del mercato degli Etf domiciliati in Europa (Ucits) è stata pari a 113,6 miliardi di euro, in aumento dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il secondo trimestre ha inoltre superato i 105,8 miliardi di euro di afflussi del primo trimestre di quest’anno, con il mercato che continua a recuperare dopo la fase di volatilità e di sell off causata dalla guerra in Medio Oriente a marzo.
Il trimestre è stato fortemente positivo, con una raccolta netta pari a 40,5 miliardi di euro registrata a giugno, dopo i 36,2 miliardi di aprile e i 36,9 miliardi di maggio, ed è stato caratterizzato da una chiara rotazione all’interno delle asset class.
Nell’azionario, ad esempio, i flussi verso le strategie azionarie Usa hanno raggiunto i 26 miliardi di euro nel secondo trimestre, rispetto agli 8,2 miliardi del primo trimestre.
Nel reddito fisso, gli investitori hanno privilegiato i titoli di Stato, che nel trimestre hanno raccolto 11,5 miliardi di euro. Tuttavia, nel periodo si è osservata anche una maggiore allocazione nel credito corporate Investment grade (IG), che ha registrato una raccolta netta pari a 6,9 miliardi di euro nel secondo trimestre, in aumento rispetto agli 1,8 miliardi del primo trimestre.
Sulla stessa linea anche la tendenza mensile di giugno, con afflussi verso l’azionario Usa pari a 12,4 miliardi di euro e verso il credito IG pari a 2,4 miliardi di euro.
Flussi azionari
Le strategie azionarie hanno catturato quasi tre quarti degli afflussi complessivi del secondo trimestre, registrando una raccolta netta pari a 83,9 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il primo trimestre ma nettamente superiore ai 45,1 miliardi di euro registrati nel secondo trimestre del 2025.
L’allocazione regionale più significativa del trimestre è arrivata, ancora una volta, dalle esposizioni azionarie globali (All country world), con circa 34,3 miliardi di euro, seguite dalle azioni statunitensi. Le azioni dei mercati emergenti (EM) hanno continuato ad attirare capitali nel secondo trimestre, seppur a un ritmo più lento, mentre le azioni europee hanno registrato deflussi netti, in contrasto con gli afflussi pari a 21,2 miliardi di euro registrati nel primo trimestre.
Sebbene gli afflussi verso le azioni EM siano diminuiti trimestre su trimestre, gli investitori hanno adottato un approccio più granulare verso l’area, con la raccolta distribuita tra allocazioni ampie, per paese e per settore.
Il secondo trimestre ha evidenziato un cambiamento significativo nelle preferenze degli investitori rispetto al precedente trimestre. Nel Q1, l’Europa era stata la principale destinataria dei flussi, mentre la ripresa a partire da aprile è stata guidata dalla sovraperformance delle azioni statunitensi, in particolare dei titoli a grande capitalizzazione, a seguito dell’attenuazione della crisi in Medio Oriente e dei solidi risultati societari.
I flussi settoriali del trimestre hanno messo in evidenza un forte spostamento verso il settore IT con 5,5 miliardi di euro di afflussi e verso il settore industriale con 2,7 miliardi di euro di afflussi, mentre la domanda è risultata più debole per i comparti più difensivi come utility e healthcare.
Le strategie tematiche sono rimaste rilevanti nel Q2, soprattutto le esposizioni legate all’intelligenza artificiale, come i semiconduttori, che hanno raccolto 2,7 miliardi di euro.
Le dinamiche mensili dei flussi del mercato azionario hanno rispecchiato quelle del trimestre. Le strategie statunitensi hanno guidato il mese di giugno, con 12,4 miliardi di euro di raccolta netta, mentre le azioni europee hanno registrato deflussi. A livello settoriale, l’information technology ha registrato la maggiore raccolta del mese, con afflussi pari a 1,7 miliardi di euro. Gli investitori hanno inoltre allocato 1,1 miliardi di euro nei semiconduttori.
Flussi del reddito fisso
È stato un trimestre positivo per il reddito fisso, con afflussi pari a circa 29,5 miliardi di euro, superiori ai 19,5 miliardi di euro del primo trimestre e ai 18,3 miliardi di euro del secondo trimestre del 2025.
Il rimbalzo è stato trainato da posizionamenti opportunistici dopo il sell off di marzo, in particolare nei titoli di Stato. Gli afflussi verso il credito IG sono stati quasi quattro volte superiori nel Q2 rispetto al Q1, riflettendo una preferenza per strategie di carry associate a un livello di rischio relativamente contenuto.
Nel debito sovrano europeo, gli investitori si sono concentrati sulle esposizioni a tutte le scadenze, con flussi in entrata pari a 3,2 miliardi di euro, e si sono allontanati dal debito a brevissimo termine, che nel secondo trimestre ha registrato deflussi dopo aver raccolto 935 milioni di euro nel primo trimestre.
Il debito sovrano statunitense ha seguito un percorso diverso, con gli investitori che hanno continuato a preferire la duration Ultra short, che ha registrato una raccolta netta pari a 1,9 miliardi di euro, in un contesto di cautela per i timori legati al percorso della Federal Reserve e all’inflazione statunitense.
L’andamento mensile del reddito fisso è stato simile a quello del trimestre.
Nel mese di giugno, le esposizioni a tutte le scadenze hanno guidato il segmento dei titoli di Stato europei, con 656 milioni di euro di afflussi, mentre le esposizioni a brevissimo termine hanno registrato deflussi per 321 milioni di euro.
Nel credito corporate europeo il quadro mensile è stato simile: le esposizioni a tutte le scadenze hanno raccolto 1,5 miliardi di euro, mentre si sono registrati deflussi dalle esposizioni Ultra short.
Per i titoli di Stato statunitensi, l’attenzione si è concentrata sul brevissimo termine, registrando una raccolta netta pari a 632 milioni di euro, mentre nel credito corporate Usa sono state preferite le scadenze Short e Ultra short, con afflussi rispettivamente pari a 380 e 315 milioni di euro.
Flussi ESG
Nel corso del 2026, l’ESG ha registrato afflussi record. La raccolta netta si è attestata a oltre 21 miliardi di euro sia nel Q1 che nel Q2, per un totale semestrale di quasi 43 miliardi di euro: più del triplo rispetto al primo semestre del 2025.
Nel secondo trimestre 2026, le strategie azionarie ESG hanno rappresentato due terzi della raccolta, mentre il reddito fisso ha contribuito per la parte restante.
(Analisi a cura di Amundi ETF)