17 luglio 2026
Ampliare le opportunità globali
Un framework strategico per l'allocazione nei mercati internazionali ed emergenti all'interno di una visione globale degli investimenti, nella view del Franklin Templeton Institute
In una fase caratterizzata da crescente complessità geopolitica, dal conflitto tra Stati Uniti e Iran alle sfide della globalizzazione, dalle trasformazioni politiche alla competizione tra grandi potenze, riteniamo che l'argomento a favore di un'esposizione attiva e consapevole ai mercati emergenti all'interno di una strategia d’investimento globale sia oggi più solido che mai.
Lo scenario degli investimenti globali è cambiato profondamente. L'ordine unipolare che ha caratterizzato l'era successiva alla Guerra Fredda ha lasciato spazio a un contesto multipolare, definito da conflitti regionali, politiche economiche divergenti e una crescente frammentazione degli scambi internazionali. Per gli investitori istituzionali questa complessità rappresenta al tempo stesso una sfida e un'opportunità. I mercati emergenti possono contribuire a migliorare i rendimenti attesi, aumentare la diversificazione dei portafogli e supportare il raggiungimento degli obiettivi di investimento di lungo periodo.
Tre grandi forze strutturali, che convergono e sono tra loro complementari, stanno ridefinendo il ruolo dei mercati emergenti:
• trasformazione strutturale: molti Paesi emergenti hanno introdotto importanti riforme istituzionali, sviluppando politiche fiscali e monetarie più solide e credibili;
• dinamismo economico: numerosi mercati emergenti hanno diversificato le proprie economie e dimostrato una notevole capacità di adattamento a un contesto geopolitico in rapida evoluzione, inclusi dazi commerciali e altri ostacoli alla globalizzazione. Rispetto agli anni Ottanta e Novanta, quando erano fortemente dipendenti dai flussi globali e più esposti alle crisi, oggi presentano fondamentali decisamente più robusti;
• Evoluzione dell'outlook del dollaro: per diverse ragioni, l'epoca della forza incontrastata del dollaro sembra lasciare spazio a un contesto di dollaro stabile o in graduale indebolimento. Alla base di questa dinamica vi sono il restringimento dei differenziali di tasso, l'ampliamento delle opportunità d’investimento a livello globale e l'emergere di un sistema monetario più multipolare per pagamenti, riserve e finanza internazionale. Storicamente, i mercati emergenti, sia azionari sia obbligazionari, tendono a beneficiare di contesti caratterizzati da un dollaro stabile o in indebolimento.
Altri elementi a supporto dell'investimento nei mercati emergenti includono:
• crescita degli utili e valutazioni interessanti: le stime indicano un significativo miglioramento della crescita degli utili societari nei mercati azionari emergenti nei prossimi due anni. Questo potrebbe contribuire a valorizzare valutazioni oggi ancora contenute e, di conseguenza, a rendimenti più interessanti sia per l'azionario sia per il credito corporate emergente;
• opportunità di Income: nei mercati sviluppati, i rendimenti nominali e reali rimangono relativamente contenuti, le curve dei tassi appaiono storicamente piatte (limitando il potenziale beneficio derivante dall'assunzione di maggiore rischio di duration) e gli spread creditizi compressi. Al contrario, diverse aree dei mercati emergenti, in particolare l'America Latina e il Brasile, offrono tassi reali più elevati, mentre il debito in valuta locale beneficia di uno scenario di dollaro più debole;
• maggiore diversificazione di portafoglio: grazie al contributo combinato di rendimenti, correlazioni e volatilità, azioni e obbligazioni dei mercati emergenti possono rappresentare un'importante fonte di diversificazione all'interno di portafogli globali.
Sfruttare appieno il potenziale dei mercati emergenti richiede strategie flessibili e capaci di adattarsi ai diversi contesti di mercato. È fondamentale combinare selezione attiva dei titoli con allocazioni tattiche discrezionali, mantenendo la capacità di individuare opportunità a livello di singola società e, al tempo stesso, di reagire rapidamente ai cambiamenti del quadro macroeconomico e geopolitico. Gli investitori devono essere pronti a riallocare il capitale tra regioni, settori e asset class in funzione dell'evoluzione dei rischi e delle opportunità.
Il razionale strategico a favore dei mercati emergenti si fonda su tre grandi pilastri di trasformazione: la riconfigurazione della globalizzazione, la disruption tecnologica, il rafforzamento delle istituzioni economiche e finanziarie. Su queste basi vengono poi approfondite le opportunità d’investimento per area geografica e asset class, oltre alle implicazioni per rendimento e rischio di portafoglio.
Invito all’azione
Le istituzioni alla ricerca di una diversificazione autentica e di migliori prospettive di rendimento stanno guardando con crescente interesse alle opportunità internazionali e, in particolare, ai mercati emergenti. Performance più robuste, resilienza economica, capacità di adattamento, politiche macroeconomiche più ortodosse, crescita degli utili, valutazioni interessanti e rendimenti elevati rappresentano elementi di supporto difficili da ignorare. Allo stesso tempo, il contesto geopolitico resta complesso e caratterizzato da conflitti regionali, competizione tra grandi potenze e crescente divergenza nelle politiche economiche. In questo scenario, la gestione dinamica del portafoglio diventa fondamentale. I mercati premieranno gli investitori capaci di distinguere tra disruption temporanee, cicli economici e trasformazioni strutturali, traducendo queste valutazioni in decisioni d’investimento coerenti tra aree geografiche e settori, sulla base di un'approfondita analisi dei fondamentali. Le opportunità stanno emergendo con forza. La sfida è essere pronti a coglierle.
(Analisi a cura di Stephen Dover, Chief Market Strategist e Head of Franklin Templeton Institute)