03 agosto 2026

Sondaggio WisdomTree: un risparmiatore/investitore italiano su tre non ha mai sentito parlare di investimenti tematici, e solo il 5% è sicuro di scegliere il tema giusto

Due terzi dei rispondenti temono che puntare su un unico tema possa far perdere migliori opportunità altrove; i risparmiatori e gli investitori più giovani mostrano maggiore familiarità con gli investimenti tematici, spinti dal crescente interesse verso settori come l’IA e la cybersecurity

I risparmiatori e gli investitori italiani dimostrano un interesse crescente verso i grandi trend strutturali che stanno ridisegnando l’economia globale, dall’intelligenza artificiale alla transizione energetica. Tuttavia, molti sono ancora frenati da una conoscenza limitata degli investimenti tematici e dalla mancanza di fiducia nel selezionare i temi con le maggiori prospettive di successo.
Sono i risultati di una nuova ricerca di WisdomTree, innovatore finanziario globale e fornitore di Etf con oltre 160 miliardi di dollari di asset in gestione.

L’indagine Thematic Retail Survey di WisdomTree, condotta da Opinium su un campione di 1.000 risparmiatori/investitori italiani con risparmi/investimenti di almeno 5mila euro, rivela che gli investimenti tematici sono ancora poco compresi da una gran parte del mercato. Oltre sei intervistati su dieci (64%) dichiarano infatti di averne una conoscenza scarsa o nulla: di questi, il 34% afferma di non averne mai sentito parlare, mentre il 29% dichiara di conoscerli solo superficialmente. Solo il 9% afferma di avere una comprensione approfondita di questa tipologia di investimento.

I dati evidenziano un netto divario tra l’interesse verso i temi d’investimento a lungo termine e la fiducia nel sapere come investire in questi temi. Solo il 5% dei risparmiatori/investitori italiani dichiara di sentirsi sicuro nell’individuare quale megatrend registrerà la performance migliore nei prossimi cinque anni, mentre il 64% ammette di non ritenersi in grado di fare una simile valutazione.

 

Quest’incertezza si riflette anche sulle scelte d’investimento: quasi due terzi dei rispondenti (65%) temono che puntare su un determinato tema possa far perdere opportunità di rendimento più interessanti in altri ambiti, a conferma di quanto sia complesso cercare di intercettare il prossimo trend vincente. Tra coloro che prendono in considerazione gli investimenti tematici, la principale motivazione che spinge risparmiatori/investitori verso questo approccio è la possibilità di cogliere una crescita nel lungo periodo, indicata dal 32% del campione. Seguono l’interesse a diversificare il portafoglio (21%) e la volontà di esporsi ai trend dell’innovazione e delle nuove tecnologie (17%).

 

Anche le preferenze stanno subendo delle variazioni. Se negli ultimi anni l’energia rinnovabile e la transizione energetica hanno catturato gran parte dell’attenzione, oggi i risparmiatori/investitori italiani sono focalizzati su ambiti legati all’intelligenza artificiale, come i software di IA, le infrastrutture dedicate e la cybersecurity. Il crescente interesse per questi segmenti riflette il peso sempre maggiore dell’innovazione tecnologica sui mercati e il ruolo strategico che questi settori avranno nella crescita futura.

Antonio Sidoti, Head of Southern Europe di WisdomTree, ha commentato: “I risparmiatori e gli investitori italiani si dimostrano sempre più attenti alle grandi forze che stanno ridisegnando l’economia globale, ma l’indagine illustra come non sempre abbiano la necessaria sicurezza per tradurre questo interesse in scelte d’investimento consapevoli. Il vero ostacolo non è una la mancanza di curiosità, bensì la reale difficoltà nel selezionare il tema su cui puntare, in un contesto in continua evoluzione, dove gli equilibri di mercato possono cambiare rapidamente”.
“Il vero segnale che emerge dai dati non riguarda solo i temi su cui si conferma l’interesse di risparmiatori e investitori, ma anche la rapidità con cui cambiano le loro priorità. Senza una visione di lungo periodo, rischiano di inseguire la tendenza del momento anziché costruire un’esposizione coerente ai cambiamenti strutturali che stanno ridisegnando i mercati. Un approccio tematico diversificato può consentire di partecipare a più trend di lungo termine, evitando la necessità puntare tutto su un unico vincitore”, ha aggiunto Sidoti.

La ricerca suggerisce che il principale ostacolo a una maggiore diffusione degli investimenti tematici in Italia non è la mancanza di interesse, bensì l’esigenza di una maggiore educazione finanziaria e di indicazioni più chiare. Solo il 7% degli intervistati afferma di non essere interessato a questo approccio. Tra le barriere principali spiccano la percezione del rischio (35%), la difficoltà nel selezionare il tema più adatto (17%), e la carenza di nozioni pratiche su come investire (15%).
Per accedere agli investimenti tematici esistono diverse modalità, dall’acquisto di singole azioni all’utilizzo degli Etf. Se da un lato il singolo titolo offre un’esposizione mirata a un trend, dall’altro comporta un rischio più rilevante di concentrazione, mentre gli Etf consentono di ottenere un’esposizione trasparente e diversificata su più società all’interno di uno o più temi.
A livello europeo, gli Etf e i fondi tematici gestiscono oggi masse superiori a 420 miliardi di dollari (fonte: WisdomTree, Morningstar, Bloomberg; dati al 30 giugno 2026, basati sulla classificazione interna dei fondi tematici di WisdomTree), a dimostrazione della crescente rilevanza di questa categoria per gli investitori che desiderano esporsi ai trend strutturali di lungo periodo.

Sidoti ha concluso: “L’Italia si dimostra curiosa e attenta alle grandi trasformazioni dell’economia globale, ma i risparmiatori e gli investitori hanno bisogno di strumenti e di un linguaggio più chiari per poter compiere scelte informate. Rendere accessibili i trend strutturali non significa semplicemente offrire prodotti finanziari, ma aiutare le persone a comprendere come questi temi possano integrarsi all’interno di un portafoglio e come affrontarli con disciplina, lasciando da parte l’emotività”.