25 agosto 2026
Nonostante la flessione, le rinnovabili rappresentano ancora un'opportunità di investimento
Ne è convinta L&G, che riporta le cause che ne hanno determinato la flessione dei mesi di giugno e luglio, mostrando come determinati segmenti quali i data center e l'elettrificazione dell'economia siano ancora driver fondamentali che possono dare il via a una ripresa futura
Nei mesi di giugno e luglio, le azioni connesse al tema dell'energia pulita hanno subito una brusca flessione a causa di numerosi fattori. Tra questi, i più rilevanti che meritano un approfondimento sono le politiche contrarie alla sostenibilità che certi player mondiali hanno iniziato a emanare, un rallentamento della domanda di pannelli solari a scopo residenziale, l'incertezza connessa ai dazi, gli utili inferiori alle attese, i dubbi sul fabbisogno energetico nel breve termine dell'intelligenza artificiale e le preoccupazioni riguardo a costi di finanziamento a lungo termine potenzialmente più elevati.
Politiche contrarie
Nel menzionare provvedimenti politici che hanno ostacolato la crescita delle rinnovabili, e quindi delle imprese operanti in questo settore, si fa ovviamente riferimento all'amministrazione Trump e a come questa abbia:
> Tagliato o rimandato investimenti su 223 progetti per circa 83 miliardi di dollari;
> Inasprito i criteri per accedere ai crediti d'imposta per oltre 3mila imprese del manifatturiero, nell'industria e nell'energia;
> Frenato indirettamente investimenti per 695 miliardi di dollari;
> Eliminato gradualmente i provvedimenti previsti dall'Inflation Reduction Act (IRA) voluto dall'amministrazione Biden.
Va però detto che, per quanto si sia indebolito, il supporto delle autorità politiche statunitensi rimane rilevante, in particolare attraverso la Sezione 45X, che supporta la produzione nazionale di moduli solari, celle, inverter, batterie e componenti varie.
Solare domestico
Il solare residenziale Usa rimane il punto critico di maggiore debolezza, con l'Investment Tax Credit (ITC) per i proprietari di abitazioni, che prevedeva un credito d'imposta federale del 30% per gli impianti residenziali di energia pulita, che è stato eliminato tramite una clausola di scadenza anticipata per le installazioni completate dopo il 31 dicembre 2025.
Si prevede che la domanda di pannelli subirà un calo di circa il 20/30% nel corso del 2026. Fino al mese di aprile, il volume delle autorizzazioni è risultato inferiore di circa il 25% rispetto ai livelli dell'anno precedente, le nuove installazioni residenziali sono diminuite di circa il 15% su base annua e si stima che quelle per i sistemi di accumulo a batteria per uso domestico saranno inferiori di circa il 25% nel 2026 rispetto al 2025.
Incertezza sui dazi
I dazi e le restrizioni commerciali rimangono una delle principali fonti di incertezza per la filiera statunitense del solare. L'azienda di pannelli solari First Solar è stata oggetto di una class action, in cui si contestava un'insufficiente informativa sui rischi legati ai dazi; nel contempo, le tariffe antidumping e compensativi statunitensi continuano a rappresentare un rischio significativo per le celle e i moduli importati.
Anche i produttori cinesi di tecnologie pulite e di impianti solari hanno ridotto la propria esposizione sul mercato americano.
Crescita dei tassi di lungo termine
I rendimenti dei Treasury a lunga scadenza hanno creato un ostacolo alla valutazione degli asset sull'energia pulita. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 20 anni è un punto di riferimento importante perché influenza i tassi di sconto delle infrastrutture, i tassi di rendimento minimi richiesti per i progetti di energia rinnovabile, le valutazioni degli asset a lungo termine e le valutazioni azionarie delle aziende. Nel 2026, il rendimento delle obbligazioni a 20 anni è aumentato da circa il 4,8% al 5,3%, creando pressioni su tutti questi parametri.
La resilienza di un mercato in calo
Non tutti i settori, però, si sono indeboliti allo stesso modo. Nonostante la correzione generale, diverse aree rimangono relativamente resilienti; tra queste rientrano le infrastrutture di alimentazione per i data center, la domanda di fornitura di energia UPS, le infrastrutture per lo sviluppo della rete, l'accumulo di energia e impianti solari su larga scala, con le utility che continuano a guidare gli investimenti di capitale nella transizione energetica.
L'esecuzione è sempre più un collo di bottiglia fondamentale. Ritardi nell'interconnessione, ritardi nelle autorizzazioni e vincoli amministrativi stanno diventando fattori determinanti per le tempistiche dei progetti e la crescita del settore.
Il sentiment per l'energia eolica rimane più positivo rispetto a quello per il solare, con l'Europa in una posizione di maggiore vantaggio sugli Stati Uniti. Bank of America prevede che la capacità eolica installata nel Vecchio Continente crescerà a un tasso annuo composto (CAGR) del 7,9% dal 2024 al 2030, di cui il 6% per l'eolico onshore e circa il 21% per quello offshore, sostenuta dalla domanda di elettricità, dai veicoli elettrici, dalle pompe di calore e dalle energie rinnovabili.
I data center e l'elettrificazione restano driver fondamentali
Come L&G, riteniamo che un riallineamento delle valutazioni crei un punto di ingresso al mercato più equilibrato. Tali valutazioni riflettono sempre più la debolezza del settore del solare residenziale, mentre, a nostro avviso, un potenziale rialzo dipenderà probabilmente da segnali di stabilizzazione della domanda residenziale, ma anche dall'espansione verso comparti energetici adiacenti, come il solare commerciale e industriale e impianti su larga scala, nonché dall'esposizione ai temi dei data center e della più ampia elettrificazione.
I data center, l'elettrificazione e l'intelligenza artificiale rimangono infatti fattori trainanti della domanda, nonostante il recente deterioramento del sentiment. Ciò emerge chiaramente dai dati diffusi da BloombergNEF, secondo cui i data center contribuiranno per il 14% alla crescita della domanda globale di elettricità tra il 2024 e il 2035, mentre i veicoli elettrici ne rappresenteranno un ulteriore 18%. Si prevede che almeno un terzo di tale domanda incrementale sarà soddisfatto da fonti rinnovabili. Sostenere questa crescita richiederà investimenti globali nelle reti pari a circa 15.800 miliardi di dollari tra il 2025 e il 2050 e una spesa di circa 2.500 miliardi di dollari per la digitalizzazione delle reti stesse.
Infine, lo stoccaggio tramite batterie rimane fondamentale: nel 2025 le esportazioni di batterie non destinate ai veicoli elettrici cresceranno del 64% su base annua e la capacità globale di stoccaggio a batteria installata raggiungerà i 108 GW (+40% su base annua). Per questo, e per quanto osservato fin qui, continuiamo a ritenere che i titoli del settore dell'energia pulita siano destinati a beneficiare di forti fattori favorevoli a lungo termine.
(Analisi a cura di Elisa Piscopiello, Senior Index & ETF Investment Specialist di L&G)