08 settembre 2026

Bitcoin si risveglia: Treasury e flussi ETF sostengono il rimbalzo

Rischio geopolitico e fattore petrolio: un’eventuale allentamento delle tensioni su questi due fronti potrebbe favorire il trend di medio termine di Bitcoin, secondo CoinShares

La decisione del Tesoro statunitense di raddoppiare gli acquisti di titoli di debito a lunga scadenza fuori dal consueto calendario di rifinanziamento, discostandosi così dal principio di “regolarità e prevedibilità”, ha contribuito a risvegliare Bitcoin dalla recente fase di debolezza. Ne è seguito un deciso rimbalzo, amplificato dal forte posizionamento short del mercato e da un’attività di copertura ancora limitata.
Anche gli afflussi negli Etf sono stati consistenti, ma resta da capire in quale misura abbiano determinato una reale riesposizione degli investitori al mercato. Come evidenzia il grafico 1, per il momento questa dinamica rimane infatti molto contenuta. Una parte significativa dei flussi verso gli Etf è stata utilizzata per ricostruire posizioni di carry trade, approfittando del forte aumento del basis sui future CME. Di conseguenza, i consistenti deflussi registrati tra giugno e luglio sono ancora lontani dall’essere completamente recuperati e la reale riesposizione al mercato resta relativamente marginale.

Grafico 1: Carry trade vs. l'aumento dell'esposizione al Bitcoin



Fonti: Glassnode, CoinShares, al 2 settembre 2026.

Nel breve termine, la possibilità che il rally prosegua dipenderà in larga misura dai dati sull’inflazione in uscita questa settimana, che saranno determinanti nell’orientare le aspettative in vista della decisione della Federal Reserve di settembre. Dopo i solidi dati sul mercato del lavoro, le attese sono attualmente maggiormente orientate verso un rialzo dei tassi.
Allo stesso tempo, la strategia del Tesoro di concentrare le emissioni di debito statunitense sul tratto breve della curva sta rendendo sempre più la politica monetaria una variabile rilevante nella gestione del costo di rifinanziamento del debito. Nel medio termine, questa dinamica potrebbe esercitare ulteriori pressioni affinché i tassi a breve rimangano più bassi più a lungo, uno scenario potenzialmente favorevole agli asset più sensibili alla liquidità, come Bitcoin.
Sul fronte dell’inflazione, un contributo significativo alle attuali pressioni sui prezzi arriva inoltre dal rincaro del petrolio seguito alla guerra in Iran. Un eventuale allentamento delle tensioni geopolitiche potrebbe quindi incidere in maniera significativa sulle prospettive della politica monetaria statunitense e, di conseguenza, sull’andamento di Bitcoin.
(Analisi a cura di Marc Des Ligneris, Senior Portfolio Manager di CoinShares)