15 settembre 2026
Secondo una nuova ricerca di Invesco, le famiglie europee hanno perso oltre 1.100 miliardi di euro mantenendo i risparmi in liquidità
La scarsa fiducia nelle proprie capacità e nel sistema finanziario stanno frenando i risparmiatori dal diventare investitori, non la mancanza di accesso agli strumenti d’investimento
Le famiglie del Regno Unito, della Germania e dell'Italia avrebbero potuto generare 1.000 miliardi di sterline (1.160 miliardi di euro) di ricchezza aggiuntiva complessiva nell'ultimo decennio, investendo una parte dei propri risparmi anziché mantenerli in liquidità, secondo una nuova ricerca condotta da Invesco e dal Centre for Economics and Business Research (Cebr).
La ricerca, che ha coinvolto 6.000 investitori e risparmiatori nei tre Paesi, suggerisce che la sfida per il settore non riguarda più l'accesso, ma la capacità di trasformare i risparmiatori in investitori. Sebbene le piattaforme digitali, gli Etf e procedure di apertura semplificate abbiano reso gli investimenti più accessibili che mai, milioni di consumatori continuano a non compiere il primo passo.
I risultati evidenziano una delle maggiori opportunità di crescita ancora inesplorate nel settore degli investimenti retail: la domanda è già presente, le barriere all'accesso sono state in gran parte superate, eppure una quantità significativa di ricchezza rimane detenuta in liquidità perché molti consumatori non hanno la fiducia necessaria per agire.
Tra i risparmiatori interessati a investire, il timore di perdere denaro rappresenta un ostacolo maggiore sia della mancanza di conoscenze sia delle preoccupazioni legate alla propria disponibilità economica.
La ricerca suggerisce che la paura delle perdite, la scarsa fiducia nelle proprie capacità di prendere decisioni finanziarie e la mancanza di fiducia nei mercati e nelle istituzioni finanziarie rappresentano oggi i principali ostacoli che impediscono ai risparmiatori di diventare investitori.
Gli operatori in grado di affrontare queste barriere attraverso esperienze d’investimento più personalizzate e rassicuranti potrebbero essere nella posizione migliore per trasformare i risparmiatori interessati in investitori di lungo periodo.
L'analisi ha rilevato che, se le famiglie avessero investito anche solo la metà dei propri risparmi annuali tra il 2015 e il 2025 in un portafoglio globalmente diversificato, avrebbero potuto generare 526 miliardi di euro aggiuntivi in Germania, 385 miliardi di sterline (442 miliardi di euro) nel Regno Unito e 192 miliardi di euro in Italia. Anche in uno scenario più prudente, in cui fosse stato investito soltanto il 25% dei risparmi, le famiglie dei tre Paesi avrebbero comunque potuto generare 580 miliardi di euro aggiuntivi di ricchezza (tuttavia, la performance passata non è indicativa dei rendimenti futuri).
Il rapporto conclude che la prossima fase di crescita degli investimenti retail non deriverà dal rendere gli investimenti ancora più accessibili, bensì dall'aiutare i risparmiatori a sviluppare la fiducia in se stessi e nel sistema, così da compiere il primo passo.
Per gli operatori, ciò significa spostare l'attenzione dal solo tema dell'accesso alla creazione di esperienze d’investimento che diano alle persone maggiore fiducia nel prendere decisioni e nell'agire.
Sonia Bainbridge, Head of Digital Distribution EMEA di Invesco, ha dichiarato: "Per oltre un decennio, il settore si è concentrato sul miglioramento dell'accesso agli investimenti attraverso piattaforme digitali, prodotti a costi più contenuti e procedure di apertura più semplici. Eppure, nonostante questi progressi, milioni di consumatori continuano a mantenere i propri risparmi in liquidità. La nostra ricerca suggerisce che la sfida non riguarda più l'accesso, ma la capacità di trasformare i risparmiatori in investitori. La paura di perdere denaro, la scarsa fiducia nelle proprie capacità e l'incertezza sulla possibilità di prendere la decisione giusta continuano a impedire a molte persone di compiere il primo passo. L'opportunità, oggi, non è quella di offrire un numero maggiore di prodotti, ma di creare esperienze che aiutino le persone a sentirsi sufficientemente sicure da agire".
Italia: la consulenza rimane fondamentale
La ricerca ha rilevato che i risparmiatori italiani sono quelli che fanno maggiormente affidamento sulla consulenza finanziaria. Rispetto ai loro omologhi europei, sono più propensi a ricorrere alla consulenza (45%) e considerano la guida di un professionista un fattore determinante per passare all'azione (25%).
Allo stesso tempo, sono quelli che con maggiore probabilità dichiarano di non essere affatto interessati a investire (32%), rispetto al 26% nel Regno Unito e al 28% in Germania, suggerendo che persistono barriere comportamentali più profonde.
Per una famiglia italiana media, investire la metà dei risparmi annuali avrebbe generato 7.200 euro di rendimento aggiuntivo rispetto a una strategia che prevedesse il mantenimento dei risparmi esclusivamente in liquidità, nel periodo di 10 anni analizzato (ovvero, tra il 2015 e il 2025).
Regno Unito: interessati, ma preoccupati
Tra i tre mercati analizzati, i risparmiatori britannici sono anche quelli che gestiscono maggiormente in autonomia i propri investimenti: l'83% degli investitori britannici gestisce già autonomamente almeno una parte dei propri investimenti e, per il 40% di loro, le piattaforme rappresentano la principale fonte di informazioni sugli investimenti.
Questo vantaggio strutturale, unito ai più elevati livelli di interesse del Regno Unito (71%, contro il 67% della Germania e il 65% dell'Italia), indica una forte domanda potenziale che le piattaforme sono nella posizione migliore per intercettare. I risparmiatori britannici sono inoltre quelli che con maggiore probabilità effettuano autonomamente ricerche e confrontano diversi operatori.
Tuttavia, sono anche quelli che riportano i livelli più elevati di preoccupazione legata al rischio: il 42% afferma che investire sia attualmente troppo rischioso. La ricerca ha inoltre rilevato che una famiglia britannica media risparmia circa 2.400 sterline all'anno. Se metà di questi risparmi annuali fosse stata investita anziché essere mantenuta interamente in liquidità, le famiglie avrebbero potuto generare 13.400 sterline aggiuntive di rendimento nel periodo analizzato.
Germania: pragmatici e focalizzati sulle opportunità
I risparmiatori tedeschi tendono ad attribuire grande valore alla semplicità e alla coerenza, ponendo la maggiore enfasi sulla facilità d'uso nella scelta degli operatori finanziari (43%). Sono inoltre leggermente più propensi rispetto ai risparmiatori degli altri mercati a indicare l'accessibilità economica come una barriera, con il 18% rispetto al 15%.
A livello individuale, una famiglia tedesca media avrebbe potuto ottenere 12.700 euro di rendimento aggiuntivo investendo la metà dei propri risparmi annuali anziché mantenerli interamente in liquidità nel periodo di 10 anni analizzato.
La sfida non riguarda più l'accesso, è la trasformazione dei risparmiatori in investitori
Mentre molti operatori del settore continuano a concentrarsi sulla riduzione delle barriere pratiche agli investimenti, la ricerca suggerisce che oggi la sfida è di natura comportamentale, più che strutturale.
Il principale ostacolo agli investimenti non è la mancanza di conoscenze o la disponibilità economica, ma la paura. Più della metà (53%) dei risparmiatori interessati afferma che il timore di perdere denaro impedisce loro di investire, rispetto al 40% che indica la mancanza di conoscenze e al 23% che ritiene di non avere abbastanza denaro da investire.
Per gli operatori finanziari, affrontare l'avversione alle perdite potrebbe rappresentare un'opportunità di conversione maggiore rispetto alle iniziative di educazione finanziaria o alla riduzione degli importi minimi necessari per investire.
Per comprendere meglio cosa distingue i risparmiatori dagli investitori, Invesco ha sviluppato un modello di fiducia articolato in due dimensioni, che misura la fiducia nelle proprie capacità di prendere decisioni finanziarie e la fiducia nel sistema finanziario nel suo complesso.
La ricerca ha rilevato che queste due dimensioni operano indipendentemente l'una dall'altra, dando origine a quattro distinti profili di risparmiatori, anziché a un semplice continuum che va dalla fiducia alla scarsa fiducia.
Alcuni hanno fiducia sia nel proprio giudizio sia nel sistema che li circonda; altri sono sicuri delle proprie capacità, ma diffidano delle istituzioni e dei mercati. Un terzo gruppo ripone fiducia nel sistema, ma nutre dubbi sulle proprie capacità, mentre il quarto gruppo è scettico e insicuro, e manca di fiducia sia in se stesso sia nel sistema.
La paura di perdere denaro aumenta con l'aumentare della ricchezza
La paura di perdere denaro non scompare con l'aumento della ricchezza. Quasi la metà (49%) dei risparmiatori che detengono più di 100.000 sterline in liquidità ha dichiarato che il timore di perdere denaro impedisce loro di investire, rispetto al 36% di coloro che detengono meno di 20.000 sterline.
Il dato suggerisce che alcune delle più significative opportunità di attivazione per il settore potrebbero trovarsi tra i clienti con una elevata disponibilità di liquidità, che hanno la capacità economica di investire, ma necessitano di maggiori rassicurazioni per passare all'azione.
Per gli istituti finanziari, le strategie di conversione dovrebbero quindi concentrarsi non solo sulle capacità e sulla disponibilità economica dei clienti, ma anche sull'affrontare le barriere comportamentali che emergono con l'aumentare della ricchezza.
Oliver Bilal, Head of EMEA di Invesco, ha commentato: "Come settore, i servizi finanziari hanno fatto molta strada. Nel complesso, abbiamo ampliato l'accesso e reso gli investimenti molto più accessibili. Ora dobbiamo aiutare un numero sempre maggiore di persone ad avere la fiducia necessaria per compiere il primo passo e a credere di potercela fare. Comprendere come le persone nei diversi mercati si rapportano alle proprie finanze ci permette di sviluppare soluzioni ed esperienze sempre più rilevanti e personalizzate. Siamo entusiasti delle opportunità che questo ci offre per rispondere in modo concreto alle esigenze e alle sfide che le persone affrontano nella gestione del proprio patrimonio".