28 settembre 2026
Oltre il Beta: perché Taiwan potrebbe sopravvivere al dibattito sull'IA
Dalle infrastrutture per l’intelligenza artificiale alla crescita interna, un’analisi di Franklin Templeton spiega perché la vera opportunità di Taiwan potrebbe andare ben oltre la produzione dei singoli chip
Il predominio di Taiwan nella produzione di chip la rende un investimento concentrato e ad alta convinzione nella domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale (IA), il cosiddetto settore "fondamentale". Ma ciò solleva un interrogativo scomodo: Cosa accade se a livello globale si inizia a ridurre la spesa in conto capitale (Capex)?
È una preoccupazione legittima. Gli investimenti per l'IA sono stati straordinari, e non sorprende che gli investitori si chiedano se i rendimenti saranno all'altezza delle risorse impiegate, soprattutto alla luce delle recenti notizie sui rischi dell'IA che contribuiscono ad accrescere l'incertezza.
I rendimenti elevati dei Treasury statunitensi hanno ripristinato la disciplina tradizionale dei mercati: il capitale ha un costo e gli utili futuri oggi valgono meno.
Mentre gli Stati Uniti restano il fulcro dello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale, Taiwan si concentra sulla produzione avanzata di chip, sull'assemblaggio e sull'ecosistema dei fornitori che trasformano le ambizioni legate all'IA in capacità produttiva concreta. Due delle domande più importanti riguardanti gli investimenti a Taiwan sono le seguenti: se i risultati dell'intelligenza artificiale siano incerti (lo sono) e se la domanda di infrastrutture per l'IA sia incerta (decisamente meno).
Nonostante lo scetticismo nei confronti dell'IA sia aumentato, la crescita dei ricavi dell'industria taiwanese dei circuiti integrati (IC), l'ecosistema che produce i minuscoli "cervelli" elettronici all'interno di computer, smartphone, automobili, data center e sistemi di intelligenza artificiale, ha registrato un'accelerazione. Si tratta di un segnale che merita attenzione, poiché l'incertezza su quali saranno i reali vincitori dell'IA non ha intaccato la domanda per le società che forniscono l'infrastruttura sottostante.
Dopo che il settore dei circuiti integrati di Taiwan ha registrato una contrazione dei ricavi del 10% nel 2023, i ricavi globali dei semiconduttori sono rimbalzati di circa il 22% nel 2024, di quasi il 23% nel 2025 e, secondo la Taiwan Semiconductor Industry Association, si prevede una crescita di circa il 41% nel 2026 (fonte: Taiwan Semiconductor Industry Association).
È importante sottolineare che la visibilità sulla domanda si estende ben oltre i prossimi trimestri. Un segnale di questo orizzonte di domanda più esteso proviene dal principale produttore di semiconduttori di Taiwan, che ha dichiarato che il coinvolgimento dei clienti per tecnologie all'avanguardia sempre più complesse inizia ora con almeno due o tre anni di anticipo, formìnendo visibilità sui piani pluriennali di prodotto e produzione dei clienti (fonte: Conference call sugli utili societari di TSMC, gennaio e luglio 2026).
Il prossimo entusiasmante capitolo di Taiwan potrebbe svolgersi fuori dalle fabbriche di semiconduttori
Un forte boom delle esportazioni non rimane confinato alle esportazioni per sempre. I ricavi si trasformano in investimenti in conto capitale, gli investimenti generano occupazione, i profitti sostengono i salari e l'aumento del reddito favorisce i consumi. I dati macroeconomici di Taiwan mostrano i primi segnali che il boom delle esportazioni legato all'IA potrebbe iniziare a trasmettersi anche all'economia interna. Il saldo netto delle esportazioni è rimasto il principale motore della crescita nel secondo trimestre, ma anche i consumi privati e gli investimenti hanno fornito contributi significativi, un cambiamento rilevante rispetto a tre anni fa, quando gli investimenti erano in calo. La crescita dei redditi dei dipendenti e l'aumento del risparmio delle famiglie offrono ulteriore potenziale impulso alla domanda interna.
Il primo capitolo della storia dell'IA di Taiwan riguardava ciò che il Paese esportava; il secondo potrebbe essere rappresentato dai profitti che tali esportazioni generano a livello nazionale.
Rendimenti più elevati dei Treasury dovrebbero modificare le aspettative degli investitori
I tassi più elevati comprimono i multipli di valutazione delle società la cui crescita è attesa soprattutto tra molti anni. Ma contribuiscono anche a intensificare il dibattito sull'intelligenza artificiale, costringendo i mercati a distinguere tra le società che promettono utili futuri e quelle che già generano profitti grazie alla domanda di infrastrutture. Dopo una contrazione degli utili di quasi il 34% tre anni fa, gli utili societari di Taiwan hanno registrato una forte ripresa e si prevede che questa dinamica acceleri ulteriormente nel corso dell'anno. Il consensus attuale prevede che l'utile per azione (EPS) registrerà una crescita superiore al 50% nel 2026 (fonti: Bloomberg, MSCI, Franklin Templeton Global Research Library, agosto 2026; in base all'MSCI Taiwan Index).
Attendere una correzione o investire durante la fase di ribasso?
La domanda degli investitori esteri per Taiwan si è attenuata durante la fase di vendite tecnologiche di giugno, ma è poi tornata a crescere con forti afflussi nel terzo trimestre. Questa tendenza emerge anche dai dati aggregati sui flussi degli Etf. Gli afflussi nelle azioni internazionali quotate negli Stati Uniti si sono più che dimezzati nel secondo trimestre, scendendo a poco meno di 54 miliardi di dollari statunitensi rispetto ai 113,5 miliardi del primo trimestre (Fonte: Morningstar Direct; flussi netti mensili stimati per classe di azioni degli Etf quotati negli Stati Uniti, al 31 agosto 2026). I flussi netti sono risaliti a circa 28,1 miliardi di dollari statunitensi a luglio e si sono mantenuti su un livello ancora solido di 23,4 miliardi di dollari statunitensi ad agosto, ben sopra la media mensile del secondo trimestre (fonte: ibid).
I flussi degli Etf a livello nazionale mettono in evidenza lo stesso scenario. La Corea del Sud ha registrato deflussi per circa 1,3 miliardi di dollari nel secondo trimestre, per poi invertire la tendenza raccogliendo 5,04 miliardi a luglio e mantenendosi in territorio positivo con 530 milioni di dollari ad agosto. I flussi di Taiwan, pur rimanendo positivi, si sono attenuati tra la primavera e l'inizio dell'estate, per poi tornare a crescere a luglio e agosto. Infatti, il solo mese di agosto ha quasi eguagliato il totale del secondo trimestre di Taiwan, e gli afflussi da inizio trimestre, pari a 1,2 miliardi di dollari, sono già superiori di oltre il 60% rispetto all'intero secondo trimestre (fonte: ibid).
Sia chiaro, questa oscillazione non rappresenta un segnale operativo: indica semplicemente quanto rapidamente possa cambiare il sentiment anche quando la posizione industriale rimane invariata. Permangono rischi concreti: la domanda ciclica di semiconduttori, un mercato azionario fortemente orientato alla tecnologia, le tensioni tra le due sponde dello Stretto, la pressione dei tassi sulle valutazioni e la possibilità che gli investimenti in capitale per l'IA subiscano effettivamente una contrazione.
Tuttavia, anche l'attesa che ogni incertezza si risolva ha un suo costo: i mercati potrebbero aver già scontato la soluzione al momento del suo arrivo. Sussiste incertezza; questo è evidente. La vera domanda è se siano venute meno le motivazioni per detenere Taiwan in portafoglio; a nostro avviso, non è così.
Molti investitori statunitensi detengono già un'esposizione significativa all'intelligenza artificiale tramite i titoli a mega capitalizzazione. Taiwan, in quanto protagonista nel settore dell'IA, può essere considerata più vicina alla fase di realizzazione fisica che non a quella dello sviluppo dei modelli.
Questo suggerisce inoltre l'opportunità di guardare oltre il singolo produttore di semiconduttori. La tecnologia rappresenta una quota significativa del mercato azionario ampio di Taiwan, generando un rischio di concentrazione; tuttavia, le opportunità si estendono ben oltre le sue principali società. Taiwan ospita un ecosistema altamente sviluppato che comprende la progettazione e la produzione di semiconduttori, il packaging e il collaudo avanzati, l'assemblaggio di componenti elettronici, nonché tecnologie di rete e di gestione dell'energia. I recenti progressi si sono inoltre estesi a un'ampia gamma di società tecnologiche, indicando che il ciclo dell'hardware legato all'intelligenza artificiale si sta diffondendo in misura sempre più ampia nell'ecosistema aziendale.
La questione potrebbe non essere più se gli investitori si siano persi il boom dell'IA a Taiwan; potrebbe essere che stiano trascurando ciò che accadrà in seguito.
(Analisi a cura di Dina Ting, Head of Index Investments di Franklin Templeton Investment Solutions)