A circa dieci anni dal lancio, avvenuto il 23 maggio 2016, il VanEck Morningstar Developed Markets Dividend Leaders Ucits Etf ha raggiunto i 10 miliardi di euro di asset in gestione.
Il patrimonio del fondo è cresciuto in modo significativo, in particolare negli ultimi tre anni (secondo dati interni VanEck, al 14 ottobre 2026).
“La strategia si concentra su società con dividendi consistenti e consolidati”, spiega
Martijn Rozemuller, Ceo di VanEck Europe. “Molte società che distribuiscono dividendi hanno un vantaggio competitivo solido e, grazie al loro posizionamento di mercato, riescono a trasferire ai clienti l'aumento dei costi, mantenendo stabili o addirittura in crescita utili e dividendi. Questo rappresenta una copertura naturale contro l'inflazione o le pressioni sui prezzi legate ai dazi”.
Dall'inizio del 2026, circa il 45% degli 11 miliardi di euro circa di afflussi di capitale complessivi negli Etf a dividendo è confluito sul VanEck Morningstar Developed Markets Dividend Leaders Ucits Etf (fonte: Morningstar, al 4 settembre 2026), che si colloca così tra i primi 10 Etf europei per raccolta netta da inizio anno e risulta uno degli ETF più apprezzati dagli investitori europei (fonte: ETFBOOK, al 15 settembre 2026).
Dal lancio l'Etf ha messo a segno un rendimento totale pari a +223,9% e ha mantenuto una distribuzione regolare dei proventi, anche in contesti di mercato difficili come le vendite generalizzate del 2018, il calo dei mercati causato dal Covid 19 nel 2020 e i forti rialzi dei tassi d’interesse nel 2022 (fonte: VanEck, al 14 ottobre 2026).
Rendimenti storici dell’Etf
| Periodo |
2021 |
2022 |
2023 |
2024 |
2025 |
YtD |
| Rendimento |
26.94% |
15.77% |
11.76% |
16.00% |
23.78% |
16.02% |
Fonte: VanEck, al 30 settembre 2026.
Un Etf globale diverso dagli altri
Il VanEck Morningstar Developed Markets Dividend Leaders Ucits Etf replica il Morningstar Developed Markets Large Cap Dividend Leaders Screened Select Index, una selezione delle 100 azioni a più alto dividendo dei mercati sviluppati, i cui pagamenti di dividendi sono sottoposti a screening di sostenibilità. “Spesso definiamo questo prodotto un Etf globale diverso dagli altri: a differenza degli indici standard non è ponderato per capitalizzazione di mercato, ma per solidità dei dividendi”, commenta Rozemuller.
Per molti investitori l'Etf rappresenta un valido complemento alle allocazioni esistenti, in quanto non è fortemente concentrato né sugli Stati Uniti né sul settore tecnologico. “I titoli con i profili di dividendo più solidi tendono a essere concentrati in Europa, in Australia e in altri mercati sviluppati. Questa differenza strutturale è il motivo per cui l'Etf tende ad avere un andamento diverso rispetto a un'esposizione azionaria globale standard e ha ottenuto risultati così positivi nel 2022 e nel 2025, anni in cui le Large cap statunitensi hanno registrato una performance inferiore”, conclude Rozemuller.